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Pensieri, esperienze, progetti” “

Le iniziative e i progetti delle Conferenze episcopali europee” “” “

La collegialità fra le Conferenze episcopali d’Europa, il cammino ecumenico e il ruolo della Chiesa nella società e nella cultura del continente hanno costituito, come di consueto, i principali impegni degli episcopati europei negli ultimi mesi. Quanto alla “collegialità”, si è svolto a Belgrado, dal 20 al 22 febbraio, l’incontro dei presidenti di 7 Conferenze episcopali del Sud-Est Europa (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Grecia, Romania, Serbia e Montenegro, Turchia). Per quanto riguarda gli “incontri ecumenici”: nel mese di febbraio si sono riuniti a Ginevra i segretari generali del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) e della Conferenza delle Chiese europee (Cec-Kek). Durante l’incontro si è definito che “i segretari generali visiteranno ufficialmente i responsabili delle Chiese della Romania nel mese di giugno e che dal 29 al 31 agosto si riunirà un gruppo di lavoro per stendere una proposta per la III assemblea ecumenica europea”. Tra i prossimi appuntamenti del Ccee: incontro dei segretari generali (Belgrado, 10-14 giugno); incontro degli addetti stampa e portavoce (Atene, 24-27 giugno); incontro per le vocazioni (Strasburgo, 1-4 luglio); riunione presidenza (Londra, 18-19 luglio). Ecco una panoramica delle iniziative delle Chiese europee negli ultimi mesi. ALBANIA. Nel mese di aprile, a Durazzo, è stata consacrata la nuova Chiesa dei Domenicani, che operano nella città dal 2000 (in Albania dal 1996). Sempre ad aprile, nel villaggio della pace (Scutari), nell’ambito dell’iniziativa “mosaico di pace” promossa dall’arcidiocesi di Scutari, si è svolto un incontro su “Famiglia diventa comunità d’amore”. Erano presenti 800 giovani da tutte le diocesi albanesi. INGHILTERRA E GALLES. I vescovi si sono riuniti in assemblea per quattro giorni alla fine di aprile. Diversi i temi di discussione, tra questi: la proposta di legge sulle disabilità mentali, l’allargamento dell’Ue, la situazione in Terra Santa e la nuova bozza della traduzione dell’Ordine della messa preparata dalla Commissione internazionale per l’inglese nella liturgia (Icel). BELGIO. La Conferenza episcopale ha deciso di celebrare nel 2005-2006 un “anno sulla preghiera”: avrà come obiettivo la “promozione di una cultura della preghiera e di suscitare iniziative nelle parrocchie, scuole e famiglie”. Per i prossimi 5 anni i vescovi doneranno un sussidio globale alle Conferenze episcopali del Burundi, Ruanda, Congo, come riconoscimento a pieno titolo delle proprie responsabilità. BIELORUSSIA. Nel mese di marzo si è tenuta la XX assemblea plenaria della Conferenza episcopale. I vescovi hanno deciso, tra l’altro, la stesura di due lettere pastorali: una con l’obiettivo di sottolineare l’esistenza e il ruolo della Chiesa cattolica nel Paese (letta il 28 marzo in tutte le diocesi); la seconda su “Valore della vita umana e gli attuali pericoli contro di essa” (letta il 25 aprile). BULGARIA. Il 15 aprile, i consacrati provenienti da ogni parte del Paese si sono ritrovati nella parrocchia di Belene per festeggiare la giornata dei consacrati (non essendo possibile organizzarla il 2 febbraio a causa del freddo e della neve dei mesi invernali). Durante la messa, il vescovo di Nicopoli, mons. Petko Hristov, ha sottolineato l’importanza della presenza dei consacrati in Bulgaria e nelle parrocchie. CECCHIA. Il 18 aprile si è svolto in tutte le chiese cattoliche il censimento dei fedeli partecipanti alla messa domenicale. Sempre ad aprile (27-28), si è svolta la 54ª assemblea plenaria della Conferenza episcopale; i vescovi hanno, tra l’altro, approvato un documento su “Le norme per la formazione alla vita della vocazione delle vergini consacrate”. FRANCIA. Nel mese di aprile i vescovi hanno acquistato un immobile appartenente alla Congregazione delle Suore del Cenacolo (situato nel centro di Parigi), dove verranno raggruppati dal 2006 gli uffici nazionali della Chiesa cattolica. La decisione era stata presa a novembre 2003, con l’obiettivo di “rafforzare il lavoro comune, favorire gli incontri tra responsabili e dotare la Chiesa in Francia di un luogo d’accoglienza”. Si prevede che la nuova sede della Conferenza episcopale sarà aperta alla fine del 2006. GERMANIA. “La dignità della persona umana al termine della sua vita”. È stato il titolo della XIV Settimana per la vita, celebrata dal 24 aprile al 1° maggio. La Settimana è un’iniziativa della Conferenza episcopale e del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania. Le Chiese si sono pronunciate contro l’eutanasia e per un incremento del lavoro di cura e della medicina palliativa. SVIZZERA. I vescovi, durante la 263ª assemblea ordinaria (1°-3 marzo), hanno deciso tra l’altro di proclamare il 2005 e il 2006 “anni delle vocazioni”: il primo delle vocazioni sacerdotali al servizio di Dio e della comunità; il secondo di quelle ecclesiali (vita religiosa, impegno dei laici, volontariato, diaconato). SPAGNA. Nel mese di febbraio è stato pubblicato il Direttorio di pastorale familiare, approvato dalla Conferenza episcopale, nell’assemblea di novembre 2003. Intanto, sono allo studio gli Orientamenti per l’iniziazione cristiana dei bambini e si stanno rivedendo gli Statuti della Conferenza episcopale per permettere la creazione di regioni ecclesiastiche. UNGHERIA E LITUANIA. La “vita religiosa” è stata al centro dell’assemblea plenaria di primavera dei vescovi di Ungheria e Lituania. La Conferenza episcopale ungherese ha registrato una mancanza di vocazioni. Per i vescovi, “le cause sono molteplici: mancanza di figli nelle famiglie, difficoltà nel discernimento, materialismo dilagante… tuttavia, si osserva che nelle Congregazioni più ‘rigorose’ non mancano nuove vocazioni”. In Lituania, invece, la Conferenza episcopale si è soffermata “con particolare attenzione al rapporto tra i vescovi diocesani e le comunità religiose”. POLONIA. “L’introduzione del diaconato permanente, il bisogno di una formazione permanente dei vescovi, le modifiche nella catechesi prematrimoniale”. Questi i temi principali della 326ª seduta plenaria della Conferenza episcopale (17-18 marzo). L’incontro si è concluso con l’elezione del nuovo presidente e vicepresidente della Conferenza episcopale. Alla presidenza è stato eletto l’arcivescovo Jozef Michalik, metropolita di Przemysl, mentre il metropolita di Poznan, l’arcivescovo Stanislaw Gadecki, è stato eletto vicepresidente. SCANDINAVIA. “Dialogo ecumenico, lettera sul matrimonio e famiglia, prossimo Sinodo dei vescovi, Terra Santa, rapporto tra Europa e Africa, dialogo interreligioso”. Questi i temi al centro della Conferenza episcopale nordica, riunitasi a Turku, in Finlandia dal 18 al 24 marzo. I vescovi hanno dedicato la prima giornata di lavoro all’incontro con alcuni vescovi luterani della regione nordica. Si è discusso di temi legati agli sviluppi ecumenici attuali, i diversi dialoghi in corso nella regione tra Chiesa cattolica e luterana, e anche i documenti pubblicati dalle due Chiese, in particolare il documento sul servizio del vescovo della Federazione luterana mondiale. SLOVACCHIA E SLOVENIA. Il 30 aprile a Bratislava, la Conferenza episcopale insieme con le altre Chiese cristiane ha celebrato l’entrata del Paese nell’Ue con un incontro ecumenico. I rappresentanti delle Chiese si sono riuniti con i rappresentanti politici per pregare insieme. Il 1° maggio i vescovi slovacchi hanno celebrato l’ingresso nell’Ue con una messa nel Calvario a Nitra, uno dei luoghi di pellegrinaggio dei cattolici slovacchi. Anche la Conferenza episcopale slovena ha sottolineato l’importanza dell’entrata nell’Unione: i vescovi hanno redatto una lettera pastorale che è stata letta in tutte le parrocchie del Paese il 25 aprile. Diverse, poi, le celebrazioni nelle diocesi del Paese il 1° maggio. TURCHIA. “Da una Chiesa di presenza a una Chiesa di testimonianza”. È questo il titolo del nuovo piano pastorale della Chiesa cattolica di Turchia. Il testo, pubblicato in 4 lingue nel mese di febbraio, è frutto del convegno ecclesiale celebrato negli anni 1998/2002. I 4 libretti (italiano, turco, francese e inglese) confermano l’importanza del lavoro, ma soprattutto sottolineano che le decisioni prese durante il convegno ecclesiale devono avere un seguito nella vita delle comunità latine, armene-cattoliche, caldee e siriane-cattoliche.