elezioni europee" "
vescovi d’Europa e il più grande scrutinio democratico ” “mai organizzato” “” “
“Stiamo confrontandoci con una realtà che crea inaspettate opportunità per la nostra nazione, ma che allo stesso tempo prefigura nuove sfide e timori. Molti temono che perderemo la nostra identità e sovranità. L’identità nazionale è preservata ed espressa attraverso la nostra cultura, che include i valori morali e religiosi. Se l’Europa vuole davvero essere una comunità deve accogliere un minimum di valori spirituali che la popolazione sarà disposta ad accettare e promuovere, per la costruzione del bene comune”. (Conferenza episcopale polacca) “Influire direttamente sullo sviluppo futuro dell’Unione europea. L’Europa deve avere una politica orientata ai principi cristiani al di là dei confini di partito. La tutela dei diritti umani, della vita, del matrimonio e della famiglia, così come il rispetto per il creato e la solidarietà verso chi è svantaggiato nelle nostre società e nelle regioni povere del mondo debbono rimanere anche in futuro alla base della politica europea… I futuri eletti dell’Europarlamento si impegnino per una carta europea che ricordi concretamente nel preambolo le radici cristiane dell’Europa e un riferimento alla responsabilità davanti a Dio”. (Conferenza episcopale tedesca) “Valorizzare il voto quale importante strumento di volontà popolare. Di fronte a una elezione generale, ogni elettore ha la responsabilità di agire per il bene comune e nello scegliere per quale partito votare, i cattolici britannici dovrebbero considerare il più ampio spettro possibile di indicazioni. Nel considerare le opinioni di un particolare candidato bisogna tenere conto del suo atteggiamento nei confronti dei più vulnerabili e la sua capacità di difendere la sacralità della vita umana. I cattolici sono anche invitati, non soltanto a votare, ma a partecipare attivamente alla vita pubblica”. (Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles) “L’Europa allargata non mette a rischio la coesione dell’Unione. Deve piuttosto generare sempre più nei valori comuni quella energia che le serve per costruire una società pluralista rispettosa delle sue diversità. L’Europa deve affermare sempre più chiaramente che la riconciliazione e la pace sono le fondamenta della sua unità. Priorità restano la giustizia sociale e la lotta contro la povertà e tutte le forme di esclusione. L’Europa deve far ascoltare la voce dei più poveri sulla scena internazionale e prendere parte alla lotta per la libertà e i diritti umani”. (Conferenza episcopale francese ed altre chiese cristiane) “Il libero voto dei cittadini europei deve rivolgersi a quegli obiettivi che possono contribuire all’autentico bene dell’Europa unita perseguendo l’effettiva unità dell’Europa, politica ed economica ma anche culturale e spirituale senza nazionalismi egoistici, ma considerando invece le nazioni come centri vivi di una ricchezza culturale che merita di essere protetta e promossa a vantaggio di tutti… Non è il caso di premere per un forzato livellamento delle culture e delle tradizioni, dei valori morali e dei comportamenti sociali dei diversi popoli, ma piuttosto di rispettarli ed accoglierli, favorendo un libero ‘scambio di doni’ nel quale le caratteristiche migliori delle singole nazioni possano progressivamente diffondersi. L’unità della nuova Europa non può fondarsi che nella vera libertà, nella libertà di religione e le libertà sociali maturate sull’humus del cristianesimo. I politici cristiani di tutti i Paesi agiscano nella coscienza della ricchezza umana che la fede porta con sé, ponendosi al servizio di tutti per un’Europa dell’uomo”. (Conferenza episcopale italiana) “Chiunque riduca il Parlamento europeo a un contenitore vuoto equivoca l’importante componente del processo decisionale di formazione democratica europea. Tutti gli elettori per le elezioni del Parlamento europeo hanno non solo un vero e proprio diritto al voto, ma allo stesso tempo anche il dovere morale di contribuire con il proprio voto. Votando in occasione di questa elezione, ciascuno di noi beneficerà del privilegio della pace e della democrazia di cui sono stati privati i nostri antenati. Il prossimo Parlamento europeo affronterà temi che oggi preoccupano tutti noi e che avranno un impatto sulle generazioni future. Di conseguenza le elezioni europee non devono essere considerate come un test di popolarità per i nostri governi nazionali”. (Conferenza episcopale dei Paesi Bassi)