religioni e ambiente" "

La cultura ecologica” “” “

Iniziative ecumeniche ” “in alcuni Paesi europei” “” “

Si è conclusa nei giorni scorsi a Namur (Belgio) la VI Consultazione promossa dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) su “La responsabilità delle Chiese e delle religioni per la creazione”, cui hanno partecipato oltre 60 delegati provenienti da 22 Paesi, rappresentanti del Pontificio consiglio Iustitia et Pax, della Rete ecumenica europea per l’ambiente (Ecen), di Iustitia et Pax Europa, degli ordini religiosi Ucesm, e che ha chiuso il ciclo di consultazioni organizzate dal Ccee a partire dal 1999. “Anche il dialogo interreligioso è un elemento necessario per la responsabilità ecologica” è emerso dal convegno, e poiché “dietro ogni conflitto c’è un problema di ripartizione delle risorse naturali”, occorrono “azioni concrete e dialoghi intensi per fare in modo che i conflitti ecologici” vengano “bloccati e non trasferiti sul piano religioso”. Durante l’incontro sono state illustrate le iniziative “ecumeniche” per l’ambiente di diversi Paesi europei. Ne presentiamo alcune. BIELORUSSIA. Un ambiente naturale degradato e che, con il 23% del territorio contaminato dalle scorie radioattive, risente ancora delle conseguenze del disastro di Chernobyl. Nella regione di Gomel, dove stanno aumentando i malati di cancro alla tiroide – attualmente oltre nove mila – l’Ong “Polesie”, che conta numerosi volontari cattolici, ortodossi e protestanti, e lavora in stretto contatto con la parrocchia della Natività della Madre di Dio, sta sviluppando diversi progetti di protezione ambientale e assistenza ecologica e sociale agli abitanti. Attraverso seminari e tavole rotonde nelle parrocchie e nelle scuole vengono fornite informazioni sicure sui rischi della contaminazione nucleare, su come vivere in modo sano e coltivare prodotti agricoli “puliti”. “Polesie” ha inoltre attivato un servizio telefonico di informazione medica ed ecologica per i cittadini. REPUBBLICA CECA. La Chiesa cattolica partecipa al dibattito pubblico sull’ecologia, uno dei più sentiti nel Paese, attraverso l’Accademia cristiana ceca (Cca) che, fondata nel 1997, si pone l’obiettivo di studiare e diffondere la teologia della creazione e l’etica cristiana, sviluppare la consapevolezza della comune responsabilità per il creato in tutte le comunità cristiane, approfondire le relazioni ecumeniche. A tale fine il dipartimento ecologico della Cca promuove incontri, partecipa alla pubblicazione del periodico Universum, prepara articoli sui temi dell’ambiente per la stampa cristiana e laica e collabora con l’organizzazione “Rocha” che organizza attività ambientali in Boemia. BULGARIA. Bioetica, tutela della vita umana e formazione all’ecologia sono i temi attualmente al centro dell’attività “ecumenica” delle Chiese in un Paese dove la maggior parte delle persone non è abituata a prendersi cura dell’ambiente e le comunità cristiane ritengono che occorra sviluppare un adeguato senso di responsabilità al riguardo. A questo fine vengono organizzate da gruppi di cattolici, ortodossi e protestanti, escursioni in montagna per ripulire l’ambiente naturale coinvolgendo giovani credenti e non. Per le Chiese, tuttavia, occorre soprattutto creare una vera “cultura ecologica”, anche, ad esempio, attraverso una legislazione che imponga norme severe al mercato delle auto usate che devono rispondere a precisi standard ecologici. INGHILTERRA E GALLES. Il principale mezzo di cooperazione ecumenica per l’ambiente è la presenza della Conferenza episcopale nella “Rete per le questioni dell’ambiente” del Consiglio delle Chiese della Gran Bretagna (Ein), che quest’anno ha avviato collaborazioni con diverse Ong, tra cui la rete ambientalista Christian ecology link. L’attività di quest’anno si è concentrata, in particolare, sul tema degli organismi geneticamente modificati (Ogm) a motivo del dibattito nazionale sul grano transgenico. Un organismo della Conferenza episcopale, il Consiglio nazionale delle donne cattoliche (Nbcw), è impegnato in consultazioni sulla sicurezza alimentare con la Fao e l’Oms. ITALIA. Il gruppo di lavoro “Responsabilità verso il creato”, promosso dall’Ufficio per i problemi sociali e del lavoro della Conferenza episcopale italiana, organizza convegni, elabora sussidi ed incoraggia lo sviluppo della dimensione ecumenica e interreligiosa dell’impegno ambientale, ancora agli inizi, ma che conta già alcune esperienze come la giornata di fine aprile in Umbria sul tema dell’acqua, e la settimana di formazione promossa nel 2002 dal Segretariato per le attività ecumeniche. A Milano il tema della difesa dell’ambiente è affrontato dalla diocesi in collaborazione con il Consiglio delle Chiese cristiane, che riunisce diverse confessioni, e che promuove ogni anno le giornate ecumeniche “Tempo per il creato”.