Con il Vertice dei capi di Stato e di Governo Ue che si chiude oggi 18 giugno a Bruxelles, termina di fatto il semestre di Presidenza irlandese. L’Olanda assumerà la Presidenza a partire dal 1° Luglio. Esiste la possibilità che il Consiglio raggiunga già nel corso dei lavori un accordo sulla proposta di Trattato Costituzionale. Oltre al tema della Costituzione – ed alle ripercussioni del recente voto per il rinnovo dell’Europarlamento – sette sono i punti fondamentali all’ordine del giorno: Nomine – il Consiglio è chiamato ad indicare il nome del successore di Romano Prodi alla guida della Commissione europea, e a designare il Segretario generale del Consiglio/Alto Rappresentante per la politica estera. Entrambe le nomine, tuttavia, potrebbero essere rinviate di qualche settimana ad un Vertice straordinario; Sicurezza – è prevista l’adozione formale del pacchetto in tema di area di libertà, sicurezza e giustizia proposto dalla Commissione europea ed emendato dal Parlamento europeo; Terrorismo – dovrebbe essere dato il via libera alla costituzione in seno alle istituzioni Ue di una “cellula” per coordinare le attività di intelligence legate alla lotta contro il terrorismo internazionale; Allargamento – il Consiglio farà il punto dei negoziati di adesione con Bulgaria e Romania, indicherà una probabile data per l’inizio dei negoziati per l’ingresso della Croazia ed analizzerà i progressi compiuti dalla Turchia nel settore delle riforme istituzionali; Prospettive finanziarie – resta aperto il delicato tema del finanziamento futuro dell’Unione, soprattutto alla luce delle spese necessarie per sostenere l’allargamento; Occupazione e affari economici – si attende un documento sulla Strategia di Lisbona, che sarà accompagnato dall’adozione delle linee-guida per l’occupazione per il 2004; Politica estera – il Vertice affronterà i temi della Strategia di sicurezza europea, dei progressi nella Politica di sicurezza e di difesa, del partenariato con i Paesi del Mediterraneo e con il Medio Oriente, delle nuove relazioni con l’Iraq, della prevenzione dei conflitti violenti, nonché della cosiddetta “strategia europea di vicinato”, ancora in attesa di formale approvazione.