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Comunicare in positivo” “

Ad Atene l’incontro ” “dei portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa ” “” “

Organizzare seminari di formazione per giornalisti cattolici e non, sostenere nelle Conferenze episcopali dell’Europa orientale la strutturazione degli uffici stampa, organizzare un incontro tra i webmaster dei siti delle Conferenze episcopali, intensificare lo scambio di foto, materiali e documenti. Sono alcune tra le proposte emerse dai tre giorni di dibattito e scambio dei portavoce e addetti stampa di 22 delle 34 Conferenze episcopali riunite nel Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). L’incontro si è svolto ad Atene, dal 24 al 27 giugno. Il prossimo si terrà nel 2005 in Polonia. INTERNET. I portavoce hanno chiesto una più stretta collaborazione tra i siti delle Conferenze episcopali. “Internet – è stato detto – sta dischiudendo nuove possibilità per proporre percorsi di catechesi, informazioni sulla vita della Chiesa… Resta il fatto che la rete, spesso usata come luogo di gratificazione istantanea è difficilmente coniugabile con la dimensione extratemporale delle ‘cose della fede’”. “Per la Chiesa – ha sottolineato mons. RENATO BOCCARDO, segretario del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali – la rete offre uno spazio utile per l’evangelizzazione, perché permette di raggiungere tutte le culture e le fasce d’età allo stesso tempo. Questo nuovo canale di comunicazione spinge però la Chiesa a rivedere il proprio linguaggio”. PERCHÉ IL MALE FA PIÙ RUMORE DEL BENE? L’incontro di Atene ha dato ai portavoce la possibilità di fare un’analisi e confrontarsi sul sistema-informazione oggi in Europa. È stato sottolineato che il motore della macchina della comunicazione funziona oggi con il criterio economico per cui le imprese dei media vivono non del loro prodotto, ma della capacità di trasportare pubblicità. Questo sistema esaspera la concorrenza e, quindi, la ricerca di audience e share, ottenuti attraverso scandali, esagerazioni, pena la violazione di qualunque regola morale o criterio deontologico, a danno dei più indifesi, come i minori. Come cambiare il sistema della comunicazione, rispettandone le regole? Le proposte di mons. CLAUDIO GIULIODORI, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali dell’Italia sono quattro: richiamare i comunicatori alle loro responsabilità e al rispetto dei codici deontologici; raccontare storie ed esperienze di vita, testimonianze; far emergere il volto positivo della Chiesa e della società; contrastare l’aggressività dei media non per semplice reazione, ma proponendo iniziative; curare i rapporti personali con gli operatori dei media. LA FAMIGLIA. Altro tema dell’incontro di Atene: la difesa della famiglia. A riguardo, è stato ripreso il documento della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Dagli interventi è emerso che se da un lato sono i genitori i primi ad avere la responsabilità dell’educazione dei figli anche all’uso dei mass media, dall’altra è necessario che le politiche nazionali ed europee considerino la famiglia come soggetto sociale e politico, e non solo come insieme di individui, portatore di diritti e di doveri specifici. In molti Paesi d’Europa, le Chiese stanno dedicando iniziative particolari per la tutela della famiglia: la settimana per la vita in Germania, nel mese di aprile, iniziative di formazione ai media nelle scuole maltesi, l’iniziativa “Listening 2004”, giornata di ascolto della famiglia, nelle diocesi inglesi… L’INCONTRO CON LE CHIESE LOCALI. L’accoglienza cordiale dell’arcivescovo ortodosso di Atene, CHRISTODOULOS è stata l’occasione per un confronto aperto sui temi della Costituzione europea e del futuro dell’Unione. L’arcivescovo ha ribadito, in accordo con Giovanni Paolo II, il profondo rammarico per il fatto che nella Costituzione non sia stato inserito alcun riferimento al cristianesimo, “come se la nostra civilizzazione fosse nata ieri”. All’indomani di questo passo, alle Chiese resta il compito di conservare la coscienza cristiana dell’Europa, perché “il cristianesimo, l’educazione greca e la legislazione romana, sono le basi della civilizzazione europea”. L’incontro con l’arcivescovo cattolico di Atene, mons. NICOLAOS FOSKOLOS, ha permesso di conoscere da vicino la realtà della Chiesa cattolica in Grecia, che rappresenta lo 0,5% della popolazione (per il 97% ortodossa). L’arcivescovo ha espresso la speranza che il dialogo avviato con il governo e la Chiesa ortodossa porti a un nuovo riconoscimento del ruolo e del contributo della Chiesa cattolica nel Paese.