FRANCIA" "
Cresce la passione del canto ” “corale in Europa” “” “” “
Tutti appassionati di canto corale: così, secondo il quotidiano cattolico “La Croix”, si rivelano i francesi dopo il successo del film “I coristi”; una tendenza confermata dalla massiccia partecipazione alla “Festa della musica” che si è svolta recentemente in diverse località del Paese. Corali e gruppi vocali di varia ispirazione si sono esibiti a Strasburgo, a Saint-Gervais (Alta Savoia), a Montélimar (Drôme), ad Antibes e a Parigi. In repertorio Bizet, Schubert, Bach, Mozart e Rachmaninov, ma anche musica leggera, jazz e gospel. Dal 2 al 10 agosto prossimo Vaison-La Romanie (Provenza) ospiterà la 18ª edizione della rassegna di “Gioia al cuore”, movimento che riunisce sette federazioni francofone di corali per un totale di 40mila cantanti non professionisti, 15mila dei quali appartengono alle 500 corali della federazione francese. Una manifestazione di canto corale per amatori che da oltre mezzo secolo si articola ogni tre anni in concerti, stages, animazioni a tema (quest’anno è la volta dell’Italia) e laboratori musicali rivolti anche ai bambini. Presentiamo curiosità ed esperienze legate a questa passione. Il virus del coro. “Ho contratto il ‘virus del coro’ nel 1997” ricorda SIMONE SOW, nipote dell’ex presidente del Senegal e poeta di fama internazionale Leopold Sedar Senghor. “Non ne avrei mai immaginato rievoca Simone né la fatica fisica, né le esigenze musicali”. Dopo una prima seduta definita “epica”, l’allora neofita ricorda di “aver dovuto assimilare in fretta le ‘virtù teologali’ del corista: pazienza, vigilanza e tenacia”. Ma i risultati non si sono fatti attendere: la tessitura della voce che “inopinatamente si amplia; un nuovo soffio di vita che fa cantare con il cuore, come un solo corpo” e finalmente ” si accarezza l’ala dell’angelo”. Il consiglio di Simone? “Se, per caso, il ‘virus corale’ vi sfiora, lasciatevi allegramente contaminare…”. Per LOÏC PIERRE, vincitore con il suo coro Mikrokosmos del Florilegio vocale di Tours 2004, “ai nostri giorni, e si tratta di fenomeno nuovo per la Francia, un gruppo vocale può raggiungere la stessa notorietà di un gruppo strumentale, ma manca il livello intermedio tra i cori di altissima qualità e tutto questo ‘terreno’ prezioso, ma spesso non adeguatamente formato, del canto amatoriale”. A differenza di quanto accade “negli Stati Uniti e nell’Europa del Nord rimarca Pierre, che dirige un coro di giovani dilettanti da noi il canto corale nelle università è davvero malridotto e deve trovare un nuovo slancio. E’ urgente educare nuove voci e nuove orecchie”. ISTANTI DI FEDE. Sugli effetti benefici del “cantare insieme” di cui sono convinti psicologi, sociologi e pedagogisti, si sofferma la giornalista EMMANUELLE GIULIANI. “Secondo uno studio del ministero della Cultura, il 13% dei francesi afferma di avere partecipato ad un gruppo o ad una corale almeno una volta nella vita; il 3% dei quali negli ultimi dodici mesi”. “La voce sottolinea Giuliani è lo strumento stesso dell’emozione, negativa o positiva. Emozione estetica, emozione spirituale anche per i cantanti che esercitano la loro arte all’interno di un’associazione parrocchiale (oltre un terzo dei coristi dilettanti francesi)”. MARIE, che da più di vent’anni canta nella propria chiesa afferma: “Nell’esprimere la mia fede attraverso la musica e il canto provo un grande senso di pace e di purezza. Certamente ho anch’io i miei momenti di dubbio, ma al di fuori. I tempi dedicati al canto sono istanti di fede assoluta”. Queste le motivazioni di PAUL: “A quarant’anni sono quello che viene di norma definito un uomo realizzato nella vita professionale e sociale. Sono tuttavia convinto che il mio equilibrio e la mia serenità devono moltissimo all’attività corale che mi ha insegnato ad inserire la mia personale melodia in un’armonia collettiva”. ELODIE si meraviglia dell’impegno fisico richiesto dal canto, “un incrocio di forza, agilità e dinamismo che mi affascina e vorrei saper applicare in ogni istante della mia vita”. FELICITA’ E PASSIONE. “Dirigere dei dilettanti è umanamente molto arricchente, a causa della gratuità e della passione del loro impegno. Con dei professionisti si possono ovviamente avere maggiori soddisfazioni artistiche, ma talvolta sono disincantati e un po’ tiepidi”. A parlare è PATRICK MARCO, direttore di coro della Cantoria di Parigi annessa al Conservatorio nazionale della regione della capitale, che, tra l’altro, offre ai bambini percorsi scolastici ordinari arricchiti da una formazione musicale di alto livello. Per Marco, che dirige inoltre il coro dell’Orchestra Colonna e l’ensemble Paris Consort ed è abituato a lavorare con cantanti di ogni età e livello,” i dilettanti, presi singolarmente, hanno spesso, com’è naturale, dei difetti tecnici; tuttavia, durante i concerti raggiungono nella maggior parte dei casi un risultato di gran lunga superiore alle loro oggettive capacità”. “E’ un fatto prodigioso che non mi so spiegare, ma che accolgo con immensa gratitudine” avendo “ben presente la loro fatica e i loro sacrifici”. L’auspicio di Marco è che i genitori “facciano scoprire ai loro figli fin dall’infanzia il canto; una ‘felicità’ che dura tutta la vita”.