“Il lavoro non dichiarato nell’Europa dell’allargamento”. Questo è il titolo di uno studio pubblicato la settimana scorsa dalla Commissione europea che fotografa la situazione relativa al lavoro nero nei venticinque Stati membri dell’Ue. Partendo dalla definizione ormai ampiamente condivisa secondo la quale per lavoro nero si deve intendere “ogni attività produttiva di natura lecita, ma non dichiarata alle autorità pubbliche”, lo studio presenta una lista dei Paesi classificati in base alla percentuale del lavoro nero sul Pil (Prodotto interno lordo) nazionale. Se Grecia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Italia e Slovenia superano il 15%, Belgio, Olanda, Regno Unito ed Austria sono al di sotto del 4%. Lo studio, che analizza nel dettaglio la realtà dei Venticinque comprese le diverse cause e le varie sfaccettature del lavoro nero, è disponibile sul sito Internet della Commissione http://europa.eu.int/comm/employment_social/employment_analysis/work_enlarg_fr.htm.