parlamento europeo" "
Lo spagnolo Josep Borrell” “eletto presidente” “” “
Una settimana di fuoco per l’Unione, con un rendez-vous dei vertici delle istituzioni comuni a Strasburgo da martedì 20 a venerdì 23 luglio. L’occasione è propiziata dalla sessione di insediamento del nuovo Parlamento, che rappresenterà per cinque anni le attese e gli interessi dei 450 milioni di cittadini dei Venticinque. I VERTICI UE NELLA “GRANDE TORRE” DI STRASBURGO. La seduta plenaria sta seguendo un calendario fittissimo, un cerimoniale essenziale e una serie di procedure particolari, fra le quali l’avvio ufficiale della legislatura, l’elezione del presidente del Parlamento e dei 14 vicepresidenti, seguiranno il voto sul presidente designato della commissione, la costituzione delle commissioni di lavoro dell’Emiciclo, nonché la presentazione e il dibattito del programma della presidenza semestrale del Consiglio europeo, nelle mani dei Paesi Bassi dallo scorso 1 luglio. “Il mondo busserà alla porta dell’Europa”, per questo l’Unione deve essere unita e forte al suo interno e aperta verso il mondo, e deve avere un occhio di riguardo verso la situazione mediorientale. La prima dichiarazione di Josep Borrell, socialista spagnolo, eletto il 20 luglio a Strasburgo, con 388 voti, alla carica di presidente del Parlamento europeo è in gran parte rivolta al ruolo dell’Ue sullo scenario internazionale. Nella “grande torre” che ospita l’Europarlamento sono presenti i 732 deputati neo eletti, la Commissione al gran completo con il presidente Romano Prodi, il presidente designato dell’Esecutivo, il portoghese José Manuel Durao Barroso, scelto dai capi di Stato e di Governo, il quale deve ora ottenere la fiducia dell’Aula, quindi scegliere gli altri commissari ripresentandosi per un voto definitivo (di promozione o di bocciatura) nella sessione parlamentare di fine ottobre. Nel capoluogo alsaziano è ovviamente schierata la presidenza di turno olandese dell’Ue, guidata dal premier Jan Peter Balkenende. Senza dimenticare qualche altro migliaio di persone tra funzionari comunitari, giornalisti accreditati dai cinque Continenti, il personale di servizio e della sicurezza. Questo “esercito” continentale ha responsabilità di orientare l’attività dell’Unione, cercando un accordo di fondo tra le diverse istituzioni Ue. CLIMA POSITIVO E NUBI ALL’ORIZZONTE. Il clima che si respira negli ambienti comunitari in questo periodo è positivo: la tensione per le elezioni del Parlamento è archiviata; i nuovi eurodeputati mostrano una gran voglia di riavviare la macchina legislativa (anche se la pattuglia degli euroscettici e quella degli antieuropei è veramente nutrita); soprattutto si può contare sui recenti successi dell’allargamento e dell’approvazione del Trattato costituzionale. Non mancano però i motivi di preoccupazione: ci si domanda anzitutto se tra le forze politiche dell’emiciclo si instaurerà un sereno rapporto di collaborazione, che risponda a un vero “spirito europeo” piuttosto che alla tutela degli interessi nazionali; occorrerà poi verificare il grado di cooperazione tra Parlamento, Commissione e Consiglio, senza escludere il contributo che deve giungere all’Unione dalla Corte di Giustizia, dalla Corte dei Conti, dalla Banca centrale e dai due Comitati consultivi, quello economico e sociale e quello delle regioni. L’armonia tra gli organismi Ue è essenziale per conferire efficacia e lungimiranza ai provvedimenti e alle politiche comunitarie. Tra le questioni problematiche vanno annoverate anche l’approvazione delle prospettive finanziarie per il periodo 2007/2013, la definizione di una strategia comune per la crescita economica e occupazionale, la capacità di agire sugli scenari internazionali con una politica estera univoca (Iraq e Terra Santa sono due esemplari banchi di prova per i 25). Infine occorre segnalare che il recente pronunciamento della Corte di giustizia – la quale ha dato ragione alla Commissione ricorsa contro il Consiglio per il rispetto del Patto di stabilità – ha ribadito che le regole comunitarie non possono essere stravolte e che ogni istituzione ha ruoli definiti: sono dunque vietate “invasioni di campo”. TANTI PARTITI, MOLTI EUROSCETTICI, ANCORA POCHE DONNE. Con queste prospettive si lavora a Strasburgo, in una “babele” di 20 lingue ufficiali, di fronte a numerosissimi neo deputati (la metà dei quali è alla prima legislatura), incaricati di dar corpo alla “cittadinanza europea” sancita nella Costituzione. I parlamentari sono stati scelti da cittadini il 10-13 giugno, con sistemi elettorali diversi da Stato a Stato, in rappresentanza di 160 partiti nazionali. Tra i banchi siedono poco più di 200 donne, pari al 30 per cento del totale, con le lodevoli eccezioni di alcuni Paesi come Svezia (57% di donne eurodeputate), Olanda (44%), Francia (43%). I gruppi politici sono sette: Popolari – i più numerosi -, Socialisti, Liberaldemocratici, Verdi, Sinistra unitaria, Indipendenza e democrazia (euroscettici), Europa delle nazioni. Numeroso anche il gruppo dei Non iscritti, cioè dei deputati che non aderiscono ad alcun gruppo costituito.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1315 N.ro relativo : 55 Data pubblicazione : 21/07/2004