ecumenismo" "
L’Europa al centro del recente Sinodo anglicano” “” “
Si è chiuso il Sinodo generale della Chiesa anglicana che si è svolto a York dal 9 al 13 luglio, presieduto dagli arcivescovi di Westminster e di York, Rowan Williams e David Hope. Argomenti toccati dal Sinodo sono stati l’Europa, la giustizia, la droga, il lavoro delle missioni per l’evangelizzazione e la riconciliazione. Diverse le mozioni approvate. Tra queste anche quella di Canon Christian Baxter, di Southwell, con cui si richiede al Royal Mail, il servizio postale britannico, di emettere francobolli con illustrazioni cristiane nel periodo natalizio, considerato che ben il 71% della popolazione del Regno Unito, nell’ultimo censimento, si è detta cristiana. Europa e Comunione anglicana. Tre le precedenti consultazioni sinodali anglicane sull’Europa: nel 1972, prima dell’adesione della Gran Bretagna alla Comunità economica europea, si parlò di predicare il “Vangelo sociale” e preoccuparsi di “come la chiesa dovesse rapportarsi ai suoi partner europei”; dopo la caduta del muro di Berlino e l’incontro ecumenico di Basilea si rifletté su come concretizzare l’impegno per la giustizia, la pace e salvaguardia del creato non limitandosi a dichiarazioni generiche di principio ma inviando valutazioni e proposte ai governi e agli organismi internazionali; nel 1994 la Chiesa anglicana sottolineò i passi avanti fatti dal Consiglio Ecumenico delle Chiese (Cec-Kek), di cui è membro, e riconobbe la centralità della diocesi anglicana in Europa per la promozione del dialogo ecumenico. Questo ultimo Sinodo generale ha raccolto molti spunti dal passato. Lo si legge nel lungo rapporto sulla Chiesa anglicana in Europa e le sue relazioni con le altre chiese cristiane del continente che è stato presentato lunedì 12 all’assemblea sinodale. Il vescovo di Londra, il reverendo Richard Chartres, invitando ad agire con cautela per il rischio di incomprensioni, ha illustrato le “ragioni per un impegno sempre più stretto nel nuovo contesto europeo”. RIPENSARE L’ANIMA EUROPEA. Il vescovo di Londra ha spronato l’assemblea ad interrogarsi sulla situazione attuale. Ripensare “l’anima dell’Europa”, ha affermato Chartres, “va al di la’ dell’identità, riguarda questioni di valori e di coscienza”. E ha aggiunto: “Un’Ue introversa, che si preoccupa solo della propria conservazione e prosperità non è in grado di affrontare le sfide di questo mondo volatile e di svolgere la sua parte creativa nell’alleviare la povertà e curare la nostra casa comune su questo pianeta. Invece di “ostinarsi a cercare l’identità europea in un comune passato medievale”, il vescovo Chartres ha spronato gli europei ad essere “partner attivi nell’identificare, affermare e celebrare i valori comuni e i principi della nuova Europa”. Sottolineando la necessità di un rinnovato impegno ecumenico nella battaglia per la vita e per la giustizia sociale, Chartres ha detto: “Dobbiamo dimostrare che è pazzesco relegare l’energia della fede ai margini della vita e che le differenze teologiche non inibiscono l’azione comune in un ampio raggio di questioni sociali ed etiche dove le fedi trovano un fondamento comune”. Giustizia sociale. Più volte durante il sinodo, la strategia delle attività organizzate in Europa in occasione del Giubileo del 2000 è stata citata come esemplare. In particolare, l’attenzione del vescovo di Londra è andata alla campagna per la remissione del debito del Terzo Mondo. L’amministrazione della giustizia penale, i suoi scopi e i suoi effetti sono stati altri argomenti di dibattito, come lo erano stati alcuni mesi fa anche per i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles. Al centro del dibattito il concetto di “restorative justice”, ovvero di una giustizia che inglobi il concetto cristiano di “perdono”. In tale visione, la pena va riconsiderata come occasione di trasformazione, di rieducazione della persona anziché via di emarginazione. I vescovi anglicani hanno riconosciuto la necessità di rivalutare il ruolo dei cappellani e dei volontari cristiani nei penitenziari. La cooperazione della Chiesa anglicana con le altre chiese cristiane in questo ambito è già concretezza: il rapporto sul tema della giustizia penale presentato all’assemblea di York è stato redatto da un’organizzazione ecumenica, il Forum delle Chiese sulla giustizia criminale (Churches criminal justice forum). “Di fronte a strutture di governi secolari sempre più sviluppati e unificati si legge nel dossier sull’Europa – le Chiese europee condividono la necessità di scoprire la natura della loro testimonianza comune e missione congiunta” Tale impegno si concretizza nella “responsible stewardship”, la responsabilità comune per la gestione e la cura della terra e delle sue risorse.