“Il matrimonio autentico è quello tra un uomo e una donna” e “due persone dello stesso sesso non hanno diritto a contrarre matrimonio tra di loro. Lo Stato, da parte sua, non può riconoscere questo diritto inesistente, attuando in maniera arbitraria ciò che esula dalle sue capacità e che danneggerà senza dubbio e molto seriamente, il bene comune”. Lo ribadisce la Conferenza episcopale spagnola nella nota “In favore dell’autentico matrimonio”, resa nota il 20 luglio a Madrid. La nota è una reazione alla proposta del 29 giugno del Congresso dei deputati che ha votato a favore di una richiesta del Partito Socialista di equiparare legalmente le unioni delle persone dello stesso sesso al matrimonio. I vescovi sottolineano che le persone omosessuali hanno una “dignità inalienabile che è quella di ogni essere umano” e quindi non è accettabile che siano “maltrattati o discriminati”. “Come cristiani sono chiamati a partecipare alla vita e alla missione della Chiesa”, affermano. Però, precisano, “il matrimonio non è per le persone omosessuali”: “Fabbricare moneta falsa è svalutare la moneta autentica, mettendo in pericolo tutto il sistema economico: lo stesso può accadere se le unioni omosessuali vengono messe allo stesso piano del matrimonio”, sottolineano. Per quanto riguardo i legittimi diritti delle coppie dello stesso sesso, la Conferenza episcopale suggerisce “che si rivolgano al diritto comune per ottenere la tutela di situazioni giuridiche di interesse reciproco”. I vescovi chiedono che i cattolici e specialmente i parlamentari credenti esprimano “chiaramente e pubblicamente” il “no” a questo progetto di legge che ritornerà alla Camera a settembre.