gran bretagna" "
L’impegno della Chiesa cattolica contro l’abuso di minori e adulti ” “” “
Il Copca – l’Ufficio cattolico britannico per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili – lo scorso 12 luglio ha reso noto i risultati della relazione annuale relativa al 2003. Nata nel 2001 per volere della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles sotto la spinta di Lord Nolan, fondatore del Comitato ‘Programme for Action’ -, l’organizzazione, che ha al suo interno anche non cattolici, mira a monitorare e intervenire direttamente su violenze e abusi all’interno della comunità cattolica. Il Copca è formato dall’unione di tutte le 22 diocesi di Inghilterra e Galles, oltre che da 138 delle 184 congregazioni religiose presenti sul territorio. L’organismo, diretto da ELIEEN SHEARER , rappresenta oggi una delle “risposte più forti” della Chiesa cattolica britannica ai casi di pedofilia ed abusi scoppiati nel Paese. ALCUNI DATI. Secondo il rapporto 2003 sono 65 i casi accertati di abusi su bambini e adulti, 52 dei quali riguardano violenze di tipo sessuale, in massima parte segnalate all’interno delle diocesi. Le persone rimaste vittima di atti di violenza che comprendono abusi di tipo fisico, psicologico, emotivo, negligenza o altri tipi di offesa sono in tutto 86. Numeri che danno da una parte l’idea dell’emergenza, ma che testimoniano, dall’altra, la volontà di trasparenza diffusa tra la comunità cattolica inglese. Numeri in ogni caso da ritoccare – come si legge nelle righe del rapporto – se si considera che circa il 30 % di bambini e giovanissimi che hanno sofferto abusi tende a non rivelare nulla dell’accaduto. Il rapporto Copca presenta anche una serie di dati sui provvedimenti presi. La maggior parte dei casi denunciati si trova a meno di dodici mesi dalla denuncia – in fase investigativa da parte delle Autorità o all’inizio del procedimento giudiziario. Poche le sentenze e i verdetti emessi, comprensibilmente se si pensa alle indagini e agli accertamenti necessari. Trenta sono invece le azioni intraprese dalle stesse diocesi e congregazioni nei confronti di sacerdoti: soprattutto sospensioni e verifiche dei sospetti (si contano sette provvedimenti sia in un caso che nell’altro), ma risultano anche rimozioni dal ministero attivo, quattro in tutto nello scorso anno, come quattro sono le restrizioni all’esercizio del ministero, mentre due sono state le dimissioni imposte dallo stato clericale. Per quanto riguarda comportamenti scorretti nei confronti dei bambini, la maggior parte delle denunce, ventidue, punta il dito contro sacerdoti diocesani. Ma anche volontari, tredici in tutto. Nel 2002 si erano registrate 132 relazioni relative ad abusi sessuali e 16 di abusi fisici”. VOGLIA DI TRASPARENZA. “Le informazioni contenute in questo report annuale dimostrano quanto sforzo e impegno ci sia da parte delle congregazioni e delle diocesi di Inghilterra e Galles ha ricordato ELIEEN SHEARER -. Il continuo riconoscimento di questo lavoro da parte dei vescovi e delle guide delle varie congregazioni è di fondamentale importanza per andare avanti nella nostra missione”. “L’abuso si legge nelle pagine introduttive del rapporto – non è un problema che riguarda esclusivamente preti e religiosi; tristemente, all’interno della comunità della Chiesa il fenomeno coinvolge anche impiegati e volontari”. L’impressione che scaturisce dalla lettura del report è insomma quella di un crescente coraggio e una grande onestà, requisiti chiave per la realizzazione di un controllo sempre più stringente a livello locale, nella Chiesa e in tutte le comunità. Oggi, spiega lo stesso Lord Nolan, la Chiesa cattolica d’Inghilterra “dovrebbe diventare un esempio per le migliori pratiche di prevenzione e risposta attiva agli abusi su minori. La maggiore priorità aggiunge è quella di attuare politiche preventive e azioni che operino davvero nelle parrocchie, nelle diocesi, nelle congregazioni. Politiche che abbassino al minimo le possibilità di compiere violenze”. Sulle attività del Copca si è espresso anche l’arcivescovo VINCENT NICHOLS, presidente della stessa associazione, raccomandando e sottolineando l’importanza di “un lavoro comune e collettivo per la tutela dei bambini. Non c’è alcun dubbio circa la coesione della comunità cattolica in questa missione”. Il Copca prevede il 2004 come “un anno ancora impegnativo, da affrontare però con un team amministrativo ora stabile e collaudato, più funzionale anche grazie al consolidamento di prassi e procedure già avviate”.