Irlanda: pellegrini sul monte di San Patrizio” “

“In molti settori della società irlandese manca il senso di eternità”. È il monito lanciato da mons. Michael Neary, arcivescovo di Tuam, durante la tradizionale celebrazione sul monte Croagh Patrick lo scorso 25 luglio, davanti a migliaia di pellegrini giunti su in cima dove la tradizione vuole che San Patrizio, patrono d’Irlanda, abbia passato 40 giorni e 40 notti in digiuno sull’esempio di Cristo e di Mosè. “Si è indebolita la fede nella Chiesa, nelle istituzioni e persino in Dio. Ascoltiamo troppe voci che contrastano con la parola di Dio. Ci dicono che la verità è meno importante del guadagno personale, che il lusso, il benessere e la ricchezza sono gli scopi della vita”. Ma il Vangelo, ha proseguito l’arcivescovo, ci avverte: “Non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. “La televisione, oggi, ci apre al mondo segreto della droga e dell’abuso e ci introduce nel mondo del sesso e del suo sfruttamento. Tutto ciò ci lascia insoddisfatti. C’è ancora una fame nel cuore dell’uomo che non può essere soddisfatta dalle cose materiali. Ed è bene ricordarlo. Le generazioni che ci hanno preceduto ci hanno lasciato una ricca espressione di fede. Quando si viveva in tempi di povertà e di emigrazione c’era una grande fede in Dio, fiducia nella famiglia, cura dei malati e degli anziani”. A questo riguardo mons. Neary ha ricordato anche tutte quelle persone che “lontano dalle telecamere si prodigano per i bisognosi e si recano nelle terre dove la povertà ed il bisogno regnano. Questo ci fa dire che non abbiamo dimenticato del tutto la nostra fame passata”. “Occorre impegnarsi – ha concluso – a fianco di tutti quelli che lavorano per la giustizia ricercando il regno di Dio. Solo in Dio saremo capaci di sperare anche quando questa sembra averci abbandonato”.