A Samara, città di un milione e 160mila abitanti nella regione del Volga, cristiani e musulmani corrono il rischio di una vera e propria schedatura amministrativa delle proprie comunità. Le organizzazioni religiose devono fornire al Dipartimento locale di giustizia nominativi, età e indirizzi dei membri delle diverse Chiese registrate sul territorio. “Sappiamo che lo scopo di questa richiesta è quello di acquisire i nomi dei parrocchiani per esercitare in seguito pressioni su di loro” ha denunciato il responsabile della Chiesa pentecostale di Samara, Vasili Lyashevsky, all’agenzia di stampa “Forum 18 news service”, che a Oslo si occupa di difesa della libertà religiosa. Lyashevsky ha aggiunto che “analoghe richieste sono state avanzate nelle regioni di Irkutsk, Perm, Tambov, Udmurtia e Yekaterinburg” ed ha affermato che se lo Stato continuerà a chiedere i dati personali dei fedeli, la sua “Chiesa si rifugerà nella clandestinità”. L’irlandese Philip Andrews, parroco cattolico di Samara, Ulyanovsk e Penza, ha dichiarato alla stessa agenzia norvegese di avere informato ogni anno le autorità civili sulle attività della parrocchia e di aver reso noti i nomi dei sacerdoti della diocesi. “Soltanto le autorità di Samara precisa negli ultimi due anni hanno fatto richiesta dei dati riguardanti i parrocchiani”; dati che Andrews si è sempre rifiutato di fornire. Il pastore battista di Samara, Vitali Sobolev, afferma di “aver fornito, senza clamori, la lista dei dieci responsabili” della sua Chiesa, “come prescrive la legge russa”, mentre l’arcivescovo ortodosso di Samara e Syzran, Sergi Poletkin, pur riconoscendo che “occorre mantenere l’ordine”, dice: “Se questa misura viola i diritti e le libertà dell’uomo non deve essere applicata”. Da parte sua, il rappresentante regionale della comunità musulmana, Minnakhmet Sagirov, afferma che i superiori “non hanno mai fornito le informazioni richieste e non lo faranno mai”. Minimizza l’amministrazione locale. Riferendosi all’art.25 della legge del 1997 sulle attività religiose in Russia, dall’Ufficio delle organizzazioni sociali e religiose di Samara fanno sapere: “A noi servono soltanto i nomi dei membri fondatori di un’organizzazione religiosa, affinché se ne assumano la responsabilità legale”.