Unità non è uniformità

AGGREGAZIONI LAICALI

“Cari amici, sono qui per condividere questo momento che per voi è di impegno su un tema di rilevanza culturale e di gioia anche nel ricordo dei 25 anni di questa manifestazione”.

È stato il saluto che Paola Bignardi, presidente dell’Azione cattolica italiana, ha rivolto ai partecipanti del 25° Meeting di Rimini, invitandoli al pellegrinaggio dell’Azione Cattolica italiana a Loreto (31 agosto – 5 settembre).

“Il cammino di comunione che il laicato italiano ha compiuto in questi anni ha portato a maturare la possibilità di questo incontro di cui ringrazio il Signore e che costituirà una tappa importante di un percorso nuovo di convergenza delle aggregazioni ecclesiali”. Su questa “nuova stagione” di incontro dei movimenti il Sir ha raccolto dei pareri. IN COMUNIONE PER LA MISSIONE. L’incontro tra Comunione Liberazione e Azione Cattolica al Meeting in corso a Rimini, rappresenta per Salvatore Martinez, coordinatore nazionale del RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO (Rns, 250 mila aderenti suddivisi in oltre 1300 gruppi con altri 300 in formazione) quel prosieguo di cammino comune iniziato in piazza San Pietro nell’incontro dei movimenti e delle aggregazioni ecclesiali nella Pentecoste del 1998, anno dello Spirito Santo. “È un frutto di quella stagione di reciprocità e di ritrovata unione di movimenti tanto auspicata da Giovanni Paolo II e ben descritta nella Novo millennio ineunte”.

“La comunione tra i gruppi ed i movimenti – dichiara Martinez – è il moltiplicatore della missione. Si avverte che la comunione sta diventando la nota di autenticità della missione. Stiamo riscoprendo, tutti insieme, ognuno nella diversità dei propri carismi, una nota di ecclesialità che è il primato della santità vivendo in modo più evidente la comunione ecclesiale”.

“La reciprocità tra i movimenti ci rende, inoltre, complementari ed è la risposta migliore a quella richiesta del Papa, nel 1998, di frutti maturi di comunione. Siamo chiamati a dare Cristo, dando ragione della nostra fede sorretti dalla forza dello Spirito”.

Stile di questa testimonianza, secondo il coordinatore del Rns, “deve essere la comunione. È sempre più chiara, all’interno delle nostre chiese locali, l’assunzione di ruoli e di responsabilità maggiore da parte dei movimenti e delle aggregazioni laicali che si cercano e collaborano. Uno stile che rassicura anche parroci e vescovi della volontà di collaborare e sostenere gli orientamenti pastorali della Chiesa”.

“Il prossimo appuntamento dell’Azione Cattolica a Loreto – conclude Martinez – è un ulteriore segno della comunione ecclesiale ed una tappa fondamentale per tutto il laicato verso il Convegno della Chiesa italiana di Verona nel 2006. Sono occasioni in cui i laici sono chiamate a dare risposte compiute alle sfide della secolarizzazione”. “NON È UN FATTO ISOLATO”. Una novità importante, ma non un segnale isolato. Così le ACLI commentano “l’abbraccio” di Rimini tra COMUNIONE E LIBERAZIONE e l’AZIONE CATTOLICA, sottolineando allo stesso tempo come “non si tratti di un evento isolato bensì di una stagione nuova di convergenza tra le diverse aggregazioni del mondo laicale cristiano che è già in corso da diverso tempo”.

“Non è da oggi – afferma il presidente delle Acli LUIGI BOBBA, in un comunicato diffuso il 25 agosto – che le diverse realtà del cattolicesimo sociale italiano si incontrano e si parlano. Ciò che piuttosto oggi si manifesta è una vitalità sociale e culturale che fa bene alla Chiesa e fa bene all’Italia.

Nel giro di poche settimane, infatti, i principali movimenti ecclesiali celebrano degli appuntamenti ricchi di significato e di occasioni di confronto: adesso il meeting di Cl, poi l’incontro di S.Egidio a Milano e il pellegrinaggio dell’Azione Cattolica a Loreto, infine il convegno di studio delle Acli ad Orvieto.

E sullo sfondo, la Settimana Sociale dei cattolici italiani dedicata ai temi della democrazia. C’è, nei fatti, una volontà chiara di pensare e di lavorare insieme, pur mantenendo le rispettive differenti identità”.

“Le parole di mons. Betori – conclude Bobba – suonano come l’apprezzamento per questa realtà positiva in atto e non certo come l’imposizione dall’alto di una mera strategia politica. Siamo piuttosto noi associazioni che proponiamo all’attenzione della politica, spesso occupata in questioni di lana caprina, dei temi cruciali per il futuro del Paese”. “SUPERATA LA STAGIONE DELLA CONTRAPPOSIZIONE”. “Spesso la vita della Chiesa è vista e interpretata  anche al suo stesso interno, dai cattolici  in una dialettica che vede contrapposti conservatori e progressisti. Si tratta di categorie che, mentre tendono a semplificare la lettura della realtà Chiesa, in realtà la tradiscono”.

È quanto afferma il presidente della FEDERAZIONE ITALIANA DEI SETTIMANALI CATTOLICI (140 testate in tutta Italia per oltre un milione di copie tirate), mons. Vincenzo Rini, che rilegge così l’incontro tra Azione Cattolica e Comunione e Liberazione al Meeting di Rimini.

“Uno schema” per Rini, “totalmente inutilizzabile, superato dall’intervento al Meeting del segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori”. “La vita della Chiesa italiana – scrive il presidente della Fisc, richiamando alle parole di Betori – va letta nel senso di una ‘fedeltà progettuale’ che è, allo stesso tempo, ‘progettualità fedele’: dove la fedeltà  a Cristo, alla parola di Dio, alle proprie radici  è la spinta più forte verso una ricca progettualità che diventa incarnazione nel qui e nell’oggi, cultura, ascolto e lettura del mondo, missione.

Insomma, una fedeltà che non chiude nel narcisistico compiacimento per le proprie radici, ma spinge fuori di sé, nella storia e nella geografia, senza mai negare nulla di sé e delle radici”.

In questo senso, aggiunge, “è bellissima la sottolineatura della profonda convergenza tra ‘meta e radice’: la radice è Cristo che si fa storia, non storia passata da ricordare e celebrare, ma storia d’oggi; e la meta è, appunto, la storia che la Chiesa e i suoi uomini e donne vivono nella quotidianità, la quale non resta fuori da Cristo, ma si lascia da lui trasformare e, quindi si trasforma in lui. Da Betori – conclude – una grande lezione di teologia, di pastorale, di cultura”.

(28 agosto 2004)