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Una tragedia europea” “

In Europa sono tante le voci commosse e di condanna del massacro nella scuola di Beslan, in Ossezia del Nord, che ha provocato 335 morti, di cui 156 bambini. Restano da identificare i corpi di oltre 100 persone, negli ospedali rimangono 565 feriti, oltre la metà sono piccoli alunni. Anche le istituzioni europee – Parlamento, Consiglio Ue, Commissione, Consiglio d’Europa – si sono fatte espressione dello sgomento e della condanna della stessa Europa per quanto avvenuto, con dichiarazioni, cerimonie di cordoglio e bandiere a mezz’asta. Abbiamo raccolto alcune voci delle Chiese cattoliche. L’IMPEGNO DELLE RELIGIONI. “È una tragedia di cui non si conosce ancora la fine e la portata reale. Provo un grande dolore che suscita, oltre alla preghiera, anche la preoccupazione di capire quanto si possa fare non solo per combattere il terrorismo, con tutti i mezzi di cui dispone la giustizia, la politica e l’esercito, ma anche con la riscoperta di valori fondamentali di responsabilità e di rispetto di ogni vita”. A parlare è mons. AMEDÉE GRAB, vescovo di Coira e presidente del Ccee, il Consiglio delle Conferenze episcopali europee. “Il terrorismo – dice al Sir – è violenza cieca ed uccide persone che non sono in nessun modo responsabili dei mali che si vogliono combattere. E quando vengono colpiti inermi come bambini, l’orrore è ancora maggiore”. Da qui l’impegno delle religioni per trovare “soluzioni pacifiche e giuste” ai conflitti: “I responsabili ed i rappresentanti delle religioni devono chiaramente prendere posizione contro quelle accuse che vogliono la religione causa e movente di simili barbarie. È importante che si denunci, tutti, cristiani e musulmani in testa, la violenza e si ricordi che le religioni sono veicoli di pace. Solo l’abuso ed il fanatismo le rendono strumenti di violenza”. “Penso che tutti i rappresentanti seri delle tre religioni monoteiste – commenta al Sir il card. WALTER KASPER, presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani – siano concordi nel condannare la strumentalizzazione delle religioni per ragioni politiche o per giustificare la violenza e l’uccisione di innocenti. Su questo punto non esistono differenze ma una comune responsabilità per la pace, contro la violenza e il terrorismo”. DALLE CONFERENZE EPISCOPALI. “Di fronte alla violenza assassina distruttiva nella città di Beslan”, scrive il cardinale ANTONIO MARIA ROUCO VARELA, arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza episcopale spagnola, preghiamo affinché “cessi il terribile flagello del terrorismo le cui tremende conseguenze sta soffrendo da tempo anche il popolo spagnolo”. “I cattolici di Spagna – si legge nel telegramma – si sentono in questo momento particolarmente uniti ai nostri fratelli cristiani e a tutto il popolo della Federazione Russa”. In Italia il card. CAMILLO RUINI, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha parlato del terrorismo come di una “questione sociale” di dimensione planetaria, in un mondo in cui sembra “avviata a finire l’epoca del chiaro predominio dei popoli dell’Europa e dell’America del Nord”, con il rischio di “un declino, o comunque una diminuzione, del ruolo storico del cristianesimo”. Il card. Ruini ha invitato a “sconfiggere il terrorismo internazionale, contrastando le sue tragiche manifestazioni con coraggio ed energia”, ma anche “affrontando le cause che lo generano, sia culturali e morali, sia economiche e politiche”. Il portavoce dei vescovi di Inghilterra e Galles ha inviato, a nome della Chiesa inglese, “pensieri e preghiere al popolo russo” mentre in Irlanda la Conferenza episcopale ricorda che “l’uccisione di vite innocenti non è mai accettabile” e “tali atti di violenza sono assolutamente riprovevoli e scioccanti”. Condanna ogni forma di terrorismo “tanto più la violenza commessa sui bambini”, anche mons. JAN GRAUBNER, arcivescovo di Olomouc, presidente della Conferenza episcopale della Repubblica Ceca.