“La strada dell’apocalisse passa da Beslan”. È il titolo di un articolo di André Glucksmann, pubblicato in prima pagina da Le Monde (16/9), in cui si fa il punto sulla tragica situazione internazionale a partire dalla strage in Ossezia. “Quelli che vivono la fine del mondo non la vedono, quelli che la vedono non la vivono ancora, ma sono condannati a meditare, anche contro la loro volontà, sull’orlo di un abisso”, scrive il filosofo, e aggiunge: “Sono inconsolabile per i morti di Beslan, sgomento, disarmato, come tutti, nello scoprire nello sguardo attonito di un ostaggio che l’impossibile è possibile”. Riguardo alla questione Cecenia, l’autore dell’articolo osserva: “Dopo tanti massacri e alla luce nera di Beslan, il bilancio di guerra di Putin parla da solo: è quello di un macellaio caotico, di un fabbricante di apocalisse. È tempo (…) di richiamare Putin all’ordine, di invitarlo apertamente e pubblicamente a cambiare metodo”. “La guerriglia cecena apre la strada al terrore”, titola invece l’ Herald Tribune (16/9), in cui C.J. Civers si sofferma sull’ “evoluzione” del “leader terroristico ceceno” Basayev, che “ha rallentato, scambiato gli ostaggi per il ritorno in Cecenia. Nel1996 ha assunto il comando dell’assalto che ha cacciato l’0esercito russo da Grozny e ha portato di fatto all’autonomia cecena. Nel gennaio 1997 ha perso la corsa per la presidenza cecena, raccogliendo solo il 23,5 percento dei voti. Ma il nuovo governo ha appoggiato il suo primo ministro un lavoro per cui le sue capacità erano di poca utilità. La Cecenia è diventata uno Stato-canaglia con i militanti islamici che ne hanno approfittato”. Il giorno precedente (15/9), il quotidiano americano aveva dedicato l’apertura all’ “Europa divisa” sulla posizione assunta da Putin. “I diplomatici dei Paesi di maggioranza dell’Unione europea scrive Judy Dempsey – guidati da Germania, Francia, Gran Bretagna ed Italia, hanno detto che stanno ‘esaminando’ il discorso di Putin (…). Ma i Paesi più piccoli, particolarmente quello che si sono aggiunti all’Unione europea a maggio, hanno criticato apertamente i propositi di Putin, che, se messi in atto, rafforzerebbero il suo controllo sull’assemblea legislativa russa e sui governi regionali” . “Un gruppo di eurodeputati chiede il cessate il fuoco in Iraq per favorire la liberazione dei rapiti”. Il quotidiano spagnolo ABC (16/9) spiega che “ un totale di 31 eurodeputati italiani e francesi hanno firmato un documento per richiedere la sospensione temporale delle operazione belliche in Iraq”. La risoluzione arriva però in un giorno in cui “ la violenza ha scosso nuovamente il paese, lasciando più di dodici morti”. Il giornale sottolinea che la dichiarazione “ha avuto il consenso dei gruppi maggioritari del Parlamento europeo”. Il Periódico ( 15/9) apre in prima pagina con la notizia dell’interrogatorio di José María Aznar davanti alla commissione sull’attentato dell’11 marzo a Madrid: “La Commissione dell’11-M decide all’unanimità di interrogare Aznar”. “Per la prima volta un ex presidente del governo fa una dichiarazione in una inchiesta parlamentare”, sottolinea il quotidiano. “I popolari, indignati, squalificano il lavoro della commissione e la tacciano di essere ‘scandalistica’”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1324 N.ro relativo : 64 Data pubblicazione : 17/09/2004