192,8 milioni di occupati (con una durata media del tempo di lavoro settimanale di 40,2 ore) e 19,1 milioni di disoccupati. Questa la fotografia dell’occupazione nel 2003 per l’Unione europea secondo il nuovo Rapporto Eurostat sul lavoro. Diverse le “classifiche” stilate da Bruxelles. Il record dell’occupazione spetta nell’ordine a Danimarca, Olanda, Svezia e Regno Unito, con percentuali ampiamente superiori al 70%. Male l’Italia (56,1%), Malta (54,2%) e la Polonia (51,2%), Paesi che rigistrano anche i più elevati tassi di disoccupazione assieme a Grecia e Slovacchia. Svezia e Danimarca presentano i migliori dati in merito all’occupazione femminile; in Italia, Grecia e Spagna, al contrario, lavora meno di una donna su due, mentre a Malta il rapporto è addirittura di 1 a 3. Altri dati interessanti. I lavoratori part-time sono il 32,8% della forza lavoro in Olanda, il 17,4% nel Regno Unito e solo l’1,3% in Slovacchia. Per quanto concerne il lavoro a tempo determinato, infine, la Spagna guida la speciale classifica con il 30,6%, seguita dal Portogallo (20,6%) e dalla Polonia (19,4%): Francia e Germania raggiungono il 12,5%, l’Italia sfiora il 10%. In Estonia, solo 25 lavoratori su mille sono invece occupati a tempo determinato.