Lituania: per le elezioni i vescovi scrivono ai cittadini ” “

Un monito a guardarsi dalla “retorica populista di alcuni candidati e partiti che rischia di indebolire il processo di sviluppo democratico” del Paese viene dai vescovi della Lituania che, in prossimità delle elezioni che in ottobre rinnoveranno il Parlamento, hanno indirizzato nei giorni scorsi una lettera ai “fedeli e a tutti i cittadini di buona volontà”. “La Chiesa non sostiene alcun partito, coalizione o candidato – si legge nel documento – ma, al tempo stesso, non pensa affatto che essi si equivalgano”. Per i vescovi “è dovere civico di tutti partecipare alle elezioni, così come ispirarsi nella scelta ai principi dettati dalla tradizione della fede e dal buon senso”. Prendendo le distanze dai candidati che tentano di accreditarsi come “vicini alla Chiesa”, i presuli invitano gli elettori a valutarne “le posizioni in merito alla legislazione in materia di famiglia, vita umana prima della nascita e dignità della persona”. Ma anche “gli anziani, i poveri, i malati”: in altre parole i soggetti più deboli “devono essere oggetto di attenzione da parte dei politici”. Di fronte a chi, in genere “urlando più forte”, promette di “sconfiggere la povertà, la disoccupazione e le ingiustizie sociali, nonché di introdurre l’ordine”, il documento esorta “a preferire chi sta predisponendo programmi realistici e a lungo termine per risolvere i problemi sociali” ricordando l’importanza che i politici “collaborino a tale fine con la Chiesa, le comunità e le realtà locali”. I vescovi si rivolgono quindi ai media affinché “facciano del proprio meglio per svelare agli elettori personalità, competenze e principi morali dei candidati” e, infine, propongono ai cittadini di “accordare fiducia ai partiti e ai politici che si sono dedicati al difficilissimo compito di ricostruire lo Stato indipendente della Lituania”.