“In Europa c’è molta tensione tra chi mette in discussione i diritti della famiglia, e chi invece ne difende una visione tradizionale. Questo porta spesso ad un paradosso nelle politiche europee, perché da un lato si proclama l’importanza dei diritti umani sopra ogni cosa, e dall’altro gli stessi diritti vengono ‘modificati’ a seconda delle esigenze e delle politiche messe in atto”. Ad affermarlo, Janne Haaland Mattlary, ex-vice ministro degli esteri norvegese, docente di relazioni internazionali presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Oslo, seconda cattolica ad aver fatto parte del governo norvegese. Con riferimento al documento pubblicato lo scorso 31 luglio dalla Congregazione per la dottrina della fede, dal titolo “Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo”, Haaland Mattlary dichiara che “in questo momento di crisi il ruolo della donna è fondamentale. Da un alto le viene richiesto di essere partecipe, presente nella società. Da questo punto di vista il ruolo delle donne in politica è essenziale. È stato dimostrato, infatti, che quando c’è partecipazione femminile nella vita politica di un paese vengono promosse maggiormente le politiche per la famiglia, e vengono prese più seriamente in considerazione le tematiche che la riguardano, in particolare l’istruzione e la vita familiare; questioni su cui più difficilmente si soffermano gli uomini”. “D’altro canto – secondo la studiosa – il ruolo essenziale della donna è nell’ambito familiare come madre e come educatrice. Sostenendo la famiglia, sostenendo la donna, si riducono anche i costi sociali perché diminuiscono le diverse forme di disagio sociale. La famiglia è il nucleo essenziale della società”.