COSTITUZIONE UE" "

La Carta in attesa” “

Dalla firma del 29 ottobre ” “a Roma alle ratifiche dei 25 Paesi” “” “

Un’Europa che pone tra i suoi valori di fondo la dignità della persona, l’uguaglianza degli esseri umani, la libertà, il rispetto della ragione, e che si ispira “alle eredità culturali, religiose e umanistiche” del continente (decidendo di tacere sul retaggio cristiano della sua storia). Una comunità di popoli e di Stati che mirano ad avere una “voce” univoca sullo scenario internazionale, ma che al proprio interno sono bloccati in diversi settori dalla persistenza del voto all’unanimità. Il Trattato costituzionale (nell’espressione corrente semplicemente “Costituzione”) che dà personalità giuridica all’Ue è stato approvato durante il Consiglio europeo di Bruxelles del 17 e 18 giugno 2004. Dopo la firma ufficiale del testo (Roma, Campidoglio, 29 ottobre 2004), si dovrà procedere alla ratifica da parte di tutti i 25 paesi membri dell’Unione, o per via parlamentare o mediante referendum popolare. Infine – e salvo sorprese – la Carta potrà entrare in vigore, non prima del 2006 o 2007. Dalla Convenzione al Consiglio di Bruxelles. La Costituzione è frutto del lavoro della Convenzione (2002-2003), di una Conferenza intergovernativa (2003-2004) e di alcuni Consigli europei. Tra gli elementi che caratterizzano il corposo testo – circa 400 articoli – occorre ricordare la crescita dei poteri legislativi del Parlamento, il rafforzamento della Commissione, l’estensione delle politiche comunitarie, la creazione della figura del presidente “stabile” del Consiglio europeo (in carica per due anni e mezzo) e del ministro degli esteri dell’Ue, che sarà anche vicepresidente della Commissione. La Carta fondamentale mantiene però un carattere fortemente “intergovernativo”, prevedendo che su varie materie (ad esempio la politica estera, il fisco, taluni temi di politica sociale e le migrazioni) debbano prevalere le decisioni dei Governi, raccolti nel Consiglio, rispetto alle posizioni “comunitarie”, solitamente rappresentate dal Parlamento e dalla Commissione. Nel Preambolo il “motto”; niente “radici cristiane”. Il Trattato si apre con un Preambolo, in cui, fra l’altro, si afferma la consapevolezza che “l’Europa è un continente portatore di civiltà; che i suoi abitanti, giunti in ondate successive fin dagli albori dell’umanità, vi hanno progressivamente sviluppato i valori che sono alla base dell’umanesimo: uguaglianza degli esseri umani, libertà, rispetto della ragione”. Quindi si legge delle “eredità culturali, religiose e umanistiche dell’Europa”. Non manca il “motto” dell’Unione, “unità nella diversità”, che va ad aggiungersi agli altri simboli dei Venticinque: la bandiera blu con dodici stelle, l'”Inno alla gioia” di Beethoven e la “Festa d’Europa”, che si celebra ogni anno il 9 maggio. Era proprio nel Preambolo che più voci (su tutte quelle di Giovanni Paolo II) avevano chiesto la esplicita citazione delle “radici cristiane” dell’Europa, su cui non s’è trovato un accordo. Sì alla pace e alla sicurezza; no all’esclusione sociale. L’articolo 2 tratteggia i valori dell’Ue: “L’Unione si fonda sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani”. Nell’articolo 3 risiedono gli scopi che si impegnano a perseguire assieme le nazioni aderenti alla “casa comune”: “L’Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli. L’Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne e un mercato unico nel quale la concorrenza è libera e non distorta”. In questa direzione l’Ue opera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa e combatte l’esclusione sociale. Nel mondo l’Ue intende agire per la pace, la sicurezza, lo sviluppo sostenibile e secondo il principio di solidarietà. Tutti i diritti e i doveri dei cittadini dell’Unione. La Carta sancisce poi i diritti fondamentali e definisce il principio di “cittadinanza europea”, che “si aggiunge alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce”. Nella stessa prima parte del documento vengono definite le competenze dell’Unione e il suo quadro istituzionale, con il ruolo delle singoli organismi comunitari. Nel testo viene recepita (Parte II) la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione (dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia), già approvata a Nizza nel 2000.