La Chiesa deve avere pazienza” “

Lo “Youth group” è il gruppo giovanile della parrocchia cattolica di St. Mary’s a Loughborough, una cittadina inglese di 50 mila abitanti. Qui vengono ogni domenica sera due gruppi, uno di appena adolescenti, formato da quindici ragazzini e ragazzine che hanno più di undici anni e uno di venti bambini e bambine tra gli otto e gli undici anni. Provengono dalle tre parrocchie cattoliche della zona. “Sono cresciuta insieme al gruppo, da partecipante a leader. Qui ho incontrato i miei amici più cari. Adesso che lo conduco devo essere più organizzata, preparare attività’ che piacciano a tutti” spiega Anna che guida lo “youth club” di Loughborough insieme a Siobhan . “A volte comporta un po’ di lavoro, ma lo faccio volentieri perché sono convinta che a chiedermelo sia il Signore”, prosegue Anna. Diciotto e ventidue anni le due ragazze sono impegnatissime con l’università e la scuola. Ad aiutarle per l’aspetto organizzativo sono alcune mamme. Giochi di prestigio, pittura, artigianato, sfilate di moda sono alcune delle attività proposte. Quando lo “youth club” arriva all’ultimo appuntamento, prima dell’estate, una sera si va al cinema e al parco. Ogni appuntamento si conclude con una preghiera, preparata da uno dei partecipanti. “È straordinario ascoltare un ragazzino di quindici anni che esprime la propria fede – spiega Siobhan -; ti rendi conto di quanto possa fare un rapporto stretto con Dio”. “Gli ‘youth club’ sono frequenti in Inghilterra e Galles ma non sono presenti in ogni parrocchia”, spiega Zoe Tolman, responsabile del settore giovanile per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. “Alle diocesi – prosegue – viene lasciata la massima libertà nelle iniziative che organizzano per i giovani. Alcune fanno molto, altre meno. I giovani stessi cambiano di parrocchia in parrocchia. In alcune sono molto tradizionali, in altre cercano forme di spiritualità’ diverse”. “Credo che la consapevolezza che la Chiesa cattolica ha della realtà giovanile stia cambiando – spiega Ray Mooney, responsabile della realtà giovanile per la diocesi di Arundel e Brighton, nel sud di Inghilterra -. La Chiesa si sta rendendo conto che non molti giovani partecipano alla vita ecclesiale e che deve usare un approccio diverso se vuole avvicinare i giovani. La pazienza é molto importante: occorre aspettare i loro tempi e capire che la cosa di cui hanno molto spesso bisogno é un amico o un compagno di viaggio”.