È guerra aperta tra la Commissione europea, i sindacati e le associazioni degli industriali a seguito della proposta presentata dall’Esecutivo in merito alla revisione della direttiva sul tempo di lavoro. Le differenze concernono specialmente la soglia di orario lavorativo settimanale. Il documento dell’Esecutivo che secondo le parole del commissario agli Affari sociali, Stavros Dimas, “è un insieme equilibrato di misure che tutelano la salute e la sicurezza dei lavoratori introducendo una flessibilità maggiore e preservando la competitività” introduce la possibilità per gli Stati membri di adottare misure legislative che prevedono caso per caso la non applicabilità del limite massimo lavorativo di 48 ore, a condizione di un accordo in tal senso tra datore di lavoro e lavoratore dipendente. Secondo la Confederazione europea dei sindacati, inserire la possibilità di superare la soglia delle 48 ore settimanali significherebbe “rendere milioni di lavoratori più vulnerabili”, penalizzando la loro salute fisica e psicologica nonché quella delle loro famiglie. Per ulteriori informazioni: http://europa.eu.int o www.etuc.org.