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La tragedia del popolo curdo ” “e il congedo di Romano Prodi ” “alla seduta solenne ” “del Parlamento europeo” “” “
“La lotta per la libertà, per la giustizia e l’uguaglianza non può non avere un prezzo. Non serbo rancore per i molti anni che ho trascorso in prigione: l’ho fatto per la democrazia, per la pace, per la convivenza tra il popolo curdo e il popolo turco”. Con queste parole LEYLA ZANA si è presentata al Parlamento europeo, riunito in seduta solenne a Bruxelles giovedì 14 ottobre. Impegnata per la difesa dei diritti delle popolazioni del Kurdistan. Hha pagato con tredici anni di carcere le sue battaglie. Il suo discorso in aula è stato uno dei momenti più alti della sessione parlamentare, che ha proposto anche il discorso di congedo del presidente uscente della Commissione, Romano Prodi, il quale ha tracciato un bilancio del quinquennio alla guida dell’Esecutivo. “LA PACE IN TURCHIA DARÀ STABILITÀ AL MEDIO ORIENTE”. Un discorso forte quello di Leyla Zana, accompagnata dal marito, a suo volta imprigionato per diversi anni. Nel 1995 il Parlamento Ue le aveva conferito il premio Sakharov per i diritti dell’uomo, allora consegnato al consorte. “Il premio Sakharov non lo avete dato a me, ma ai popoli che vivono in Turchia e nella mia terra, per aver pagato il prezzo della violenza, la quale porta solo altra violenza. Lo avete dato ai bambini rimasti senza famiglia e che hanno dovuto rinunciare all’infanzia a causa delle armi. Non si deve mai dire a un uomo o a una donna ‘muori’, si deve solo dire ‘vivi e rispetta chi ti sta accanto'”. Per quanto riguarda il possibile ingresso della Turchia nella Ue, la Zana ha affermato che il processo di avvicinamento deve “consentire lo sviluppo e la difesa dei diritti delle persone”; ciò contribuirà anche “a dare stabilità e a portare la pace nell’intero Medio Oriente”. Eletta al Parlamento di Ankara nel 1991, la giovane esponente dei diritti civili aveva rivolto alcuni discorsi nella sua lingua, allora vietata, per la convivenza tra la maggioranza turca e la sua gente, che rappresenta il 20% della popolazione nazionale e abita nell’est della penisola anatolica. Per questo aveva subito un processo, conclusosi con una pena detentiva di 15 anni. Liberata solo nel giugno 2004, finalmente Leyla Zana ha potuto “essere accolta ha spiegato il presidente dell’Assemblea, lo spagnolo JOSEP BORRELL con gli onori che merita chi si batte con determinazione per i diritti civili e la pace”. Alternando l’inglese con la lingua curda, Borrell ha spiegato che “le battaglie di Leyla Zana hanno dato i loro effetti positivi: il conflitto tra curdi e turchi ora è terminato, la pena capitale è stata revocata, e l’uso della lingua di questo popolo non è più vietata”. IL BILANCIO POLITICO DELLA COMMISSIONE EUROPEA. Il lavori del Parlamento comprendevano diversi altri argomenti, fra i quali il bilancio della Commissione in carica dal 1999 al 31 ottobre prossimo. “L’unificazione dell’Europa, attraverso l’allargamento a 10 nuovi Paesi, un chiaro calendario agli altri paesi candidati e una concreta prospettiva di piena integrazione a tutti i Paesi dei Balcani, rappresentano il più grande contributo che l’Unione potesse dare alla stabilizzazione e alla crescita politica, economica e culturale dell’intero continente”. L’italiano ROMANO PRODI ha guidato l’Esecutivo in anni di grandi trasformazioni per l’Unione. Rivendicando i risultati dell’introduzione dell’euro e “l’esito positivo del processo che ha portato alla Costituzione”, Prodi ha ribadito la necessità di “avere più Europa”, per “costruire la pace”, per “accrescere il dialogo e il metodo negoziale, unica strada per esportare la democrazia”. Il relatore non ha trascurato di parlare delle difficoltà incontrate in questi anni, dell’impegno per “realizzare la cittadinanza europea” e per “fare dell’Unione un protagonista sullo scenario mondiale”. Durante il dibattito, il presidente Borrell ha ringraziato “a nome del Parlamento e dei popoli europei”, Prodi e la sua Commissione “per aver sempre operato per far crescere l’Unione, realizzando trasformazioni storiche che resteranno nella storia comunitaria”. IL PARLAMENTO CHIEDE TEMPI CERTI PER LA RATIFICA DELLA COSTITUZIONE. La sessione è stata segnata dalle discussioni seguite alle audizioni dei commissari designati: il voto dell’aula sul futuro Esecutivo si terrà il 27 ottobre a Strasburgo. Tra gli atti più significativi della sessione parlamentare, spicca una risoluzione che invita il Consiglio europeo a ricercare un “approccio coordinato” per le procedure nazionali di ratifica del Trattato costituzionale. Il Parlamento invita gli Stati a creare le condizioni affinché i cittadini possano realmente conoscere il testo della Costituzione; si suggerisce di scegliere un periodo univoco per i referendum e per i voti parlamentari (dal 5 all’8 maggio), concludendo comunque le procedure di ratifica entro il giugno 2006; infine si invitano Consiglio e Commissione “a elaborare un’adeguata strategia in materia di campagna referendaria e di comunicazione”. Lo stesso Parlamento si esprimerà sul testo della Carta subito dopo la firma ufficiale, che avverrà il 29 ottobre a Roma.