Russia: un "piccolissimo passo" verso la collaborazione” “

Dire oggi che tra Roma e Mosca sia iniziata una nuova fase del dialogo “è un po’ troppo”. Le dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal Metropolita Kirill al Sinodo russo in relazione ai rapporti con Roma sono piuttosto “un piccolissimo passo” che denotano l’inizio di “una certa collaborazione tra le due Chiese che prima non c’era”. È il parere di Vladimir Zelinsky, sacerdote ortodosso russo. Zelinski fa parte dell’esarcato russo dell’Europa occidentale che pur in comunione con Mosca, è sotto la giurisdizione di Costantinopoli. “Kirill – spiega Zelinsky – ha informato il Sinodo sulla situazione attuale ed ha parlato di una certa collaborazione nel quadro della Commissione mista istituita dopo la visita del card. Kasper a Mosca, constatando una certa apertura su alcuni fatti come il proselitismo. Si tratta quindi di un piccolissimo passo”. È questa la strada su cui proseguire? “Kasper – risponde Zelinsky – ha aperto la strada verso la collaborazione e concretamente ha dato il suo consenso per la creazione di questa commissione mista. Un altro fatto positivo, che in realtà è piuttosto un gesto, è stato il ritorno dell’icona della Madre di Dio a Mosca”. Per quanto riguarda la Commissione mista, Zelinsky afferma: “siamo soltanto all’inizio. La seconda seduta si è tenuta il 23 settembre scorso e la Commissione ha deciso di prevedere negli istituti e negli orfanotrofi cattolici, spesso accusati di essere una copertura per fare proselitismo, la presenza di sacerdoti russi. Ma secondo le mie informazioni il problema è che gli stessi sacerdoti non hanno una grande voglia di andare”. In merito agli istituti, Zelinsky aggiunge: “Non si può condannare l’attività caritativa che la chiesa cattolica fa in Russia per i bambini e gli orfani, perché se non si fossero i cattolici nessuno lo farebbe”. Zelinsky ricorda infine che nello stesso intervento all’assemblea sinodale, Kirill ha enumerato anche “le tantissime cose che dividono le due Chiese: ha parlato della visita del papa in Ucraina che è stato trattato in modo molto critico dai russi, della nomina dei vescovi fatta senza alcuna consultazione con la Chiesa russa, della situazione del patriarcato ucraino che ‘per cortesia’ verso il Patriarcato di Mosca, il papa ha sospeso”.