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I 10 anni della Conferenza europea delle radio cristiane (Cerc)” “” “
“Dall’Atlantico agli Urali avete operato per consolidare negli ascoltatori la consapevolezza delle comuni radici cristiane e per stimolarne l’impegno a servizio della pace. Avete così dato un prezioso contributo all’edificazione dell’Europa su fondamenti etici e spirituali, favorendo la comprensione e l’avvicinamento tra i popoli del nostro continente”: con queste parole Giovanni Paolo II ha salutato i 70 dirigenti della Conferenza europea delle radio cristiane (Cerc), riuniti Roma negli scorsi giorni per celebrare i 10 anni di fondazione dell’organismo. “Vi esorto ha detto ancora il Papa a perseverare con generosità in questa importante missione. Le vostre voci, nella varietà dei rispettivi programmi, continuino a testimoniare Cristo, salvezza del mondo, e ad annunziare a tutti il suo Vangelo di pace”. RACCONTARE LA VITA ATTRAVERSO LA RADIO. “Le radio e i media in genere ha affermato LUIGI BARDELLI, presidente della Conferenza europea delle radio cristiane, aprendo i lavori dell’11° Colloquio di Roma non hanno il compito di inventare la vita ma di raccontarla, commentarla, contribuire alla condivisione delle esperienze, quelle tristi e quelle liete. Questo compito hanno svolto le nostre radio nei 10 anni trascorsi dalla fondazione della Cerc e questo compito si augurano di continuare a svolgere nei prossimi anni”. “Dieci anni fa ha ricordato Bardelli i dirigenti delle radio di 4 Paesi Francia, Spagna, Portogallo e Italia ebbero la felice intuizione di dar vita alla Cerc per affrontare insieme i problemi della comunicazione in Europa, superando barriere linguistiche e psicologiche. Oggi la Cerc riunisce quasi 700 radio distribuite in 15 Paesi che aumenteranno presto fino a 20”. “Siamo ha sottolineato il presidente della Cerc radio laiche di ispirazione cristiana, che collaborano ufficialmente con l’Unione europea e il Consiglio d’Europa, in aperto confronto con tutti per contribuire alla convivenza tra i popoli in base a quei parametri che tutti dicono di perseguire e condividere: giustizia, pace, sviluppo nella libertà e nella democrazia, rispetto di tutte le razze, le fedi, gli usi e i costumi”. Su questo terreno, ha detto ancora Bardelli “intendiamo lavorare e dare il nostro contributo, senza nascondere i problemi e le contraddizioni che certe scelte di vita comportano e senza rassegnarci a un’Europa minimalista in nome di una presunta tolleranza, incapace di indicare prospettive alte”. “Saranno tanti ha concluso Bardelli – i metodi possibili o i format, come diciamo noi, diversi per le diverse situazioni, ma con il fine unico, a volte silenziosamente custodito, a volte proclamato sui tetti, dell’annuncio della Parola”. DALL’ATLANTICO AGLI URALI. Ai 4 Paesi fondatori che nel 1994 diedero vita alla Conferenza europea delle radio cristiane – Francia, Spagna, Portogallo e Italia -, altri se ne sono aggiunti nel corso degli anni fino all’attuale numero di 15. Dalla penisola iberica, dove trasmettono Radio popular Cadena Cope da Madrid e Radio renascenca da Lisbona si passa alla Rcf Radios Chrétienne en France e al Circuito Corallo italiano o alla Rcf di Bruxelles e alla Kro- Katholieke radio omroep dei Paesi Bassi. Attraverso Austria (Radio Stephansdom) e Slovenia (Radio Ognjisce), “lo sguardo cristiano sul mondo” condiviso dalle radio appartenenti alla Cerc, si allarga a Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania e Polonia per arrivare alla Latvijas Kristyigais Radio di Riga, in Lettonia. Una realtà che si sviluppa insieme all’unificazione europea e che tale processo ha contribuito ad incentivare, riflettendo nei Colloqui organizzati ogni anno, su identità europea e diversità culturale, collaborazione Est-Ovest del continente, diritti umani nell’Europa dei cittadini e sulle radici cristiane della nuova realtà politica in costituzione. “Favorire l’affermazione di una coscienza europea e della comprensione tra i popoli, nella direzione di un vero umanesimo cristiano” così come la “difesa dei diritti umani, in particolare la libertà di espressione, e la promozione della democrazia” sono, infatti, i principi costitutivi della Cerc la cui attualità è stata confermata anche nell’11° Colloquio di Roma, “nella consapevolezza ha affermato Bardelli di una responsabilità grande in un momento in cui l’Europa si trova di fronte a grandi scelte per andare verso un mondo di solidarietà e pace autentica”.