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Austria: il ricordo dei martiri delle fedi” “

“Europa, non dimenticare i tuoi martiri”: questo il titolo del simposio internazionale organizzato dalla fondazione austriaca Pro-Oriente, svoltosi a Vienna il 21 e il 22 ottobre. All’incontro hanno partecipato numerosi rappresentanti delle Chiese cristiane e dell’ebraismo, che si sono confrontati sul significato del martirio ai fini della fede e del dialogo ecumenico. “I muri tra le confessioni non arrivano al cielo”, ha sottolineato all’apertura del simposio Rudolf Prokschi, esperto di Chiese orientali e direttore scientifico dell’incontro, affermando altresì come lo sguardo ai martiri possa dissolvere i confini tra le confessioni. Dello stesso avviso il Metropolita della Chiesa rumeno-ortodossa in Germania, Serafim Joanta che si è così espresso: “Il ricordo dei martiri di ciascuna confessione può contribuire sensibilmente alla riuscita dell’ecumenismo. L’ecumenismo attualmente giunto in una fase d’arresto”, ha aggiunto, “può essere nuovamente portato avanti se si acquista nuovamente coscienza degli elementi fondamentali della fede: preghiera, testimonianza e amore”. Il vescovo emerito cattolico di Würzburg, mons. Paul-Werner Scheele, ha evidenziato l’aspetto del martirio quale elemento di unione tra le confessioni: “Poiché il martirio riguarda necessariamente ogni cristiano, è necessaria una nuova e completa teologia del martirio”. Il rabbino berlinese Walter Homolka ha dal canto suo osservato come il martirio sia in primo luogo un concetto di matrice cristiana, puntualizzando che “è giusto sottolineare i fattori di unione tra martirio cristiano ed ebraico, ma ciò che separa” questi due concetti “è soprattutto la differenza del significato salvifico della morte”. Il rappresentante della Chiesa protestante, Manfred Seitz di Bubenreuth, ha auspicato che i cristiani evangelici divengano consapevoli del “significato della tradizione ecclesiastica dei martiri anche per l’essere cristiano oggi”.