Quotidiani e periodici internazionali ” “

Alla vigilia della firma del nuovo Trattato costituzionale, le decisioni del presidente incaricato della Commissione europea, Manuel Barroso, e l'”impasse” che lo ha portato a chiedere un mese in più di tempo per “varare” definitivamente la sua “squadra”, sono al centro del dibattito dei principali quotidiani internazionali di questi giorni. “Barroso cede agli eurodeputati e ritira la sua Commissione”, è ad esempio il titolo di apertura di Le Monde (28/10), soffermandosi sull'”affare Buttiglione” come “ordine del conflitto tra la Commissione e i deputati di Strasburgo”. “Barroso non vuole piegarsi di fronte al Parlamento europeo”, si legge su La Croix (27/10), in un articolo in cui Caroline Chaumont ed Alain Guillemoles fanno un’analisi dettagliata della “figura” del presidente incaricato della Commissione europea, alle prese con “un Parlamento europeo ostile alla composizione della sua squadra”. “Barroso ci ripensa sulla squadra europea”, recita l’apertura dell’ Herald Tribune (28/10), dove Graham Bowley fa notare che “in un drammatico frangente proprio poche ore prima del voto di Strasburgo, Barroso ha fatto marcia indietro con la squadra da lui proposta di 24 membri, quando è apparso chiaro che il Parlamento non avrebbe garantito la sua approvazione”. Al centro della “crisi”, si ricorda sul quotidiano americano, il “caso Buttiglione”, le cui opinioni hanno messo in mostra un’Unione europea “divisa tra un’Europa moderna e progressista, largamente atea e tollerante su omosessualità e nuovi stili di vita, ed un’altra, vecchia Europa che non c’è più”. “Il ruolo della fede nell’Europa moderna – ricorda, peraltro, l’autore dell’articolo – era già stato chiamato in causa in questo mese dal dibattito sull’ammissione della Turchia nell’Unione Europea. Ciò ha provocato una ferma reazione da larghe parti del Continente, preoccupate dalla prospettiva dell’ingresso di una grande nazione musulmana in quello che finora è stato un circolo esclusivamente cristiano. La resistenza è stata così forte che la Francia ha promesso di tenere un referendum sull’ingresso turco”. La questione della Turchia e il “caso Buttiglione”, argomenta dunque Bowley, “hanno enfatizzato il dibattito sull’autentica natura dell’identità europea, in un’epoca in cui le migrazioni e nuove tendenze sociali stanno già cambiando lo stile di vita europeo”. “L’Europa ha bisogno di ingegni pericolosi” è il titolo del ‘contrappunto’ di Riccardo Chiaberge che sull’inserto culturale de Il Sole 24 Ore, ricordando il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli, scrive: “Cosa manca per scaldare gli animi degli Europei freddi davanti alla loro Costituzione?…” Risposta: “In questa Unione, o meglio Disunione che litiga quasi su tutto, avremmo bisogno di innovatori ‘pericolosi’ come Spinelli, pericolosi per i potentati e gli egoismi nazionali che remano contro l’Europa”. Le vicende legate alla nuova Commissione europea sono oggetto di diversi commenti anche delle testate tedesche. Sul rinvio della presentazione al Parlamento europeo dei nomi dei commissari, così scrive Günther Nonnenmacher sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung (28/10): “ Gli attaccabrighe di tutti i gruppi parlamentari celebrano il ritiro di Barroso come una vittoria del parlamento e come incremento della democrazia in Europa. Chissà se questo parere possa reggere ad un esame più attento. Il fatto che un candidato sia stato respinto per le sue convinzioni religiose nonostante abbia motivato la tradizionale differenziazione europea tra diritto e morale, non è certo una pagina gloriosa per la molteplicità e la tolleranza in Europa”. Di altro tenore il commento di Martin Winter sulla Frankfurter Rundschau (28/10), secondo cui l’accaduto “ serve a rafforzare la democrazia europea […]. Le persone proposte da Barroso, in più di un caso non corrispondono alle aspettative legittime per la Commissione […] Non vengono mandati sempre i migliori in Europa, ma talvolta solo le persone di cui si può fare a meno. Ed il fatto che sia così è colpa anche del Parlamento. Adesso, i deputati hanno corretto l’immagine di un Parlamento debole e tutto sommato codardo“. Di Europa si occupa anche il settimanale Der Spiegel (25/10), che si sofferma sulla firma della costituzione europea a Roma e sui dubbi franco-tedeschi sul futuro dell’Unione: “ Il motore franco-tedesco, che aveva messo in moto la piccola Europa senza problemi, si blocca facilmente con la grande Europa dei 25 o addirittura dei 30. Parigi e Berlino non trovano più abbastanza alleati con cui formare un’avanguardia o uno zoccolo duro nell’Ue. Per una politica della collaborazione rafforzata, il trattato costituzionale prevede la partecipazione minima di un terzo dei membri dell’Ue: ma oggi, Germania e Francia sanno di poter contare ancora solo sul Belgio e sul Lussemburgo“. Prodi annuncia che il 17 novembre ci sarà una nuova Commissione. Lo riporta La Razon (27/10) che scrive “Jose Manuel Durao Barroso dovrà fare più di un cambiamento”. Il quotidiano spiega che Prodi ha chiesto a Barroso di “creare il prima possibile una nuova équipe di commissari che abbia il supporto della Camera”. La rivista Epoca (27/10) osserva invece che stiamo di fronte a “una vecchia e una nuova Commissione europea” e sottolinea come “l’era Prodi è stata protagonista di cambiamenti importanti nella vita comunitaria, persino superiori all’era di uno dei padri dell’Ue, Jacques Delors”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1336 N.ro relativo : 76 Data pubblicazione : 29/10/2004