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Assemblea plenaria: "liberi di parlare"” “

Per la prima volta, il presidente dei vescovi francesi, mons. Jean-Pierre Ricard, ha espresso una posizione molto dura nei confronti del dibattito sulla laicità dello Stato che sta dividendo da alcuni mesi l’opinione pubblica francese. “Non ci può essere libertà religiosa se non c’è libertà di espressione e possibilità di comunicare il proprio pensiero, non soltanto all’interno delle relazioni interpersonali, ma anche nello spazio sociale”. Queste precisazioni sono contenute nel discorso pronunciato da mons. Ricard in apertura dell’assemblea plenaria dei vescovi francesi che si è svolta a Lourdes dal 4 al 9 novembre. “In Francia oggi – ha detto Ricard – questo riferimento pubblico alla fede fa difficoltà in alcuni correnti dell’opinione pubblica”. Chi si schiera per una “secolarizzazione completa della società” ritiene che “la religione deve rivelarsi solo agli occhi delle coscienze individuali. Le sue attività devono essere relegate nei suoi luoghi di culto e le dichiarazione dei suoi membri devono essere ad uso solo interno”. Per queste persone “non c’è legittimità né spazio per una manifestazione pubblica della fede”. Alcuni esempi. Mons. Ricard ha fatto riferimento alle difficoltà che le cappellanie incontrano nelle scuole pubbliche in seguito alla legge che vieta l’ostentazione dei segni religiosi. Nel suo discorso c’è anche la denuncia per i pericoli “liberticidi” del progetto di legge sulla lotta contro le discriminazioni a carattere sessuale (in particolare contro gli omosessuali). “Ci voleva una nuova legge per tutto questo?, si chiede Ricard aggiungendo che “il codice penale è sufficiente per sanzionare, come si deve, delitti e crimini”. Il presidente dei vescovi francesi rifiuta poi il rimprovero che si fa alla Chiesa e alle religioni in genere di “proselitismo”. “Se si tratta di rifiutare ogni espressone pubblica di fede – ha detto Ricard – il rimprovero fatto alle religioni non è legittimo”. “Viviamo in una società caratterizzata dal pluralismo culturale, in una società dove le differenti convinzioni devono potersi esprimere”. Il dibattito sulla laicità e la separazione tra Stato e Chiesa si era riaperto in seguito alla pubblicazione di un libro “La République, les religions, l’espérance” scritto dal ministro dell’economia francese Nicolas Sarkozy nel quale l’autore propone di rimettere in discussione la legge del 1905, definendola “obsoleta”. Nel testo si avanza anche l’ipotesi di finanziare con soldi pubblici la costruzione e la gestione dei luoghi di culto. Non è quindi un caso che il ministro francese Sarkozy sia stato ricevuto lunedì 8 novembre in Vaticano dal cardinale segretario di Stato, Angelo Sodano, e dal ministro del Papa per gli affari esteri, mons. Giovanni Lajolo. L’assemblea dei vescovi francesi – costituita da 112 presuli in attività –ha lavorato a due importanti dossier: la catechesi (alla quale il vescovo presidente ha dedicato il discorso di chiusura) e il proseguimento della riforma della Conferenza episcopale di Francia che ha già portato alla nomina di un secondo vice-presidente, mons. Jean-Louis Papin, vescovo di Nancy.