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Barroso in dirittura d’arrivo” “

Costituzione e adesione della Turchia le prossime tappe” “” “

Un’altra settimana densa di appuntamenti per l’Unione europea, in cui i Venticinque si giocano buona parte della credibilità maturata nei cittadini con i successi dell’allargamento e della Costituzione. L’attenzione è puntata soprattutto su Strasburgo, dove si svolge la sessione plenaria dell’Europarlamento, con le audizioni e il voto di approvazione della futura Commissione Barroso. L’Esecutivo in primo piano a Strasburgo. Dopo lo scivolone di fine ottobre, le istituzioni Ue sono chiamate a serrare i ranghi per il varo del nuovo Esecutivo guidato dal portoghese José Manuel Durão Barroso, successore di Romano Prodi alla presidenza per il periodo 2004-2009. Dopo la sostituzione di tre commissari designati e un piccolo maquillage alla sua squadra, Barroso ha ottenuto il via libera del Consiglio europeo durante la riunione del 4 e 5 novembre a Bruxelles. Per questa settimana erano fissate le audizioni agli aspiranti commissari: l’italiano Franco Frattini (sostituisce Rocco Buttiglione; vicepresidente designato alla giustizia, libertà e sicurezza, sostiene due audizioni, davanti alle commissioni competenti), il lettone Andrei Piebalgs (chiamato a dirigere il settore dell’energia, è atteso a un’audizione davanti alla commissione industria, ricerca ed energia; sostituisce la connazionale Ingrida Udre) e l’ungherese László Kovács (già indicato all’energia, viene spostato alla fiscalità e all’unione doganale e sostiene un’audizione di fronte alla commissione per i problemi economici e monetari e a quella per il mercato interno). Mercoledì 17 novembre si svolge nell’aula di Strasburgo il relativo dibattito, per giungere giovedì 18 al voto di approvazione. Se non ci saranno intoppi ulteriori, la Commissione potrebbe entrare in carica già lunedì 22 novembre. Il Parlamento riflette sull’esito del summit di Bruxelles. Durante la sessione parlamentare, il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende, presidente di turno del Consiglio Ue, deve invece illustrare le conclusioni del summit di Bruxelles. Fra i temi più importanti affrontati durante la riunione dei capi di Stato e di governo spiccavano il punto della situazione sulla Strategia di Lisbona (competitività economica e coesione sociale nell’Unione), il documento su “Libertà, sicurezza e giustizia” (programma dell’Aia) e l’iniziativa “Comunicare l’Europa”, intesa ad avvicinare i cittadini alle istituzioni comunitarie. Costituzione e adesione della Turchia: le prossime tappe. Nel frattempo il dibattito nell’Ue affronta diversi altri capitoli. Sempre in Parlamento si intende dare un segnale forte a favore della ratifica nazionale della Costituzione mediante un voto che potrebbe essere fissato per la sessione di dicembre: la Lituania è stato il primo paese fra i 25 a procedere con la ratifica, chiamando gli altri Stati ad accelerare i tempi in questa direzione. Il Parlamento deve poi organizzare il prossimo arrivo in Aula (dal 2005) degli osservatori di Romania e Bulgaria. Il Consiglio per gli affari economici e finanziari (Ecofin), incontratosi fra lunedì e martedì, aveva invece sul tavolo vari argomenti, fra cui la revisione del Patto di stabilità e crescita, la situazione economica all’interno dell’Ue, la crescita del prezzo del petrolio che va ad incidere sui costi di produzione dell’industria europea nonché la supervalutazione dell’euro sulle piazze finanziarie mondiali anche in rapporto alla situazione di debolezza del dollaro. Sullo sfondo resta la questione dell’avvio dei negoziati di adesione della Turchia: un pronunciamento è atteso dal Consiglio di metà dicembre. Rinnovare lo Statuto del Mediatore europeo. Del Mediatore Europeo si parlerà in aula giovedì 18 novembre. La commissione per le petizioni ha già adottato all’unanimità la relazione 2004 presentata dal Mediatore, il greco Nikiforos Diamandouros, che dal 1° aprile 2003 ha preso il posto del finlandese Jacob Söderman. Nella relazione parlamentare i deputati si congratulano con lo stesso Söderman, che “in sette anni e mezzo ha conseguito molti successi ed è riuscito a consolidare appieno i fondamenti dell’Istituzione e aiutato oltre 11.000 cittadini a trovare una soluzione” ai loro problemi nei confronti dell’amministrazione Ue. Il Parlamento chiederà al Mediatore di rivedere lo Statuto dell’istituzione che ha sede a Strasburgo, segnalando che “esiste ancora tanta confusione tra la popolazione quanto ai termini esatti della competenza del Mediatore”.