ecumenismo e dialogo " "
Sulla legge approvata in Francia che vieta l’ostentazione dei segni religiosi nei luoghi pubblici prende posizione anche il Consiglio europeo dei leader religiosi (Ecrl), diramazione in Europa del Consiglio mondiale delle religioni per la pace. “Indossare abiti e ornamenti religiosi non dovrebbe essere considerato una minaccia ai principi di laicità di ogni Stato” mentre “un simile divieto mette in pericolo la libertà individuale a praticare la religione ed è pertanto una violazione ai diritti umani universali”. È quanto si legge nel messaggio finale che i leader religiosi hanno diffuso a conclusione di un incontro che si è tenuto dal 7 all’11 novembre a Lovanio, in Belgio e al quale hanno partecipato rappresentanti delle comunità ebraiche (tra cui il gran Rabbino di Parigi Sirat), i musulmani (tra cui il professor Tariq Ramadan), i sikhs, i buddisti e cristiani: tra gli ortodossi c’era anche il metropolita Kirill di Mosca e tra i cattolici i cardinali Puljic di Sarajevo e Danneels di Bruxelles. I leader religiosi hanno avuto una serie di incontri con i rappresentanti della Commissione europea, del Consiglio d’Europa e dell’Onu. Nel comunicato finale, i rappresentanti delle religioni salutano l’allargamento dell’Europa ai nuovi 10 Stati membri ma chiedono di essere presi maggiormente in considerazione dai responsabili delle istituzioni europee. “L’Unione europea si legge nel messaggio ha bisogno di partner della società civile” perché il processo di integrazione possa avere successo e il Consiglio europeo dei leader religiosi rappresenta una realtà composita fatta di “chiese, moschee, sinagoghe e templi” e può quindi aiutare l’Ue a “meglio comprendere i sentimenti religiosi prevalenti nelle differenti regioni e tradizione dell’Europa”. Al messaggio finale di Lovanio, i leader religiosi affidano anche una dura condanna ai “recenti atti di violenza in Europa, inclusi omicidi, e di ogni atto di violenza. La violenza commessa in nome della religione è una violenza contro la religione e l’odio provato in nome di Dio è odio contro Dio”. I rappresentanti delle religioni manifestano anche una grande preoccupazione per l’aumento di antisemitismo, islamofobia e altre espressioni di razzismo in Europa chiedendo alle comunità di fede di “fare maggiori sforzi per combattere il razzismo attraverso programmi di educazione e scambi culturali tra giovani”. All’incontro di Lovanio si è parlato molto della situazione nel Sud-est europeo, incoraggiano il Consiglio interreligioso di Bosnia ed Erzegovina e del Kosovo di continuare il loro impegno per sanare le ferite causate dalla guerra e costruire un pace giusta.