COMITATO DELLE REGIONI" "
I dieci anni del dialogo ” “Europa- Enti locali” “
Una stretta di mano fra le istituzioni di Strasburgo e Bruxelles e i cittadini dell’Unione, tramite i governi regionali e le amministrazioni cittadine. E’ questa la “vocazione” del Comitato delle regioni (CdR), istituito nel 1994 con sede nella capitale belga. Un organo consultivo composto da 317 membri in rappresentanza degli enti locali, che ha brindato la scorsa settimana al suo decimo compleanno. Dagli enti locali un “supplemento d’anima” all’Ue. Durante la sessione plenaria del CdR, svoltasi il 17 e 18 novembre, era stato invitato, quale “ospite d’onore”, l’ex presidente della Commissione, il francese Jacques Delors, in carica quando fu istituito il Comitato su disposizione del Trattato di Maastricht. Rivolgendosi all’assemblea, Delors ha affermato che “il Comitato delle regioni ha trovato, poco a poco, il suo posto nel sistema istituzionale dell’Unione. C’è di che esserne fieri e di sperare che esso possa continuare a svolgere il proprio compito”, che comprende “anzitutto il contributo al processo legislativo” sui temi delle politiche regionali e territoriali. “Ma si tratta anche – ha aggiunto – di portare, nell’Ue, un supplemento d’anima, indispensabile all’Europa”. Il relatore ha poi insistito sulla centralità “del principio di sussidiarietà per una buona governance dell’Ue. Bisogna lottare contro l’idea che l’Unione possa occuparsi di tutto”. Quindi Delors ha spiegato i possibili obiettivi della “Grande Europa” entro il 2020: “Creare uno spazio di pace e di rispetto reciproco; uno spazio di solidarietà, favorevole anche a uno sviluppo durevole. Inoltre serve un ambiente che incoraggi le diversità culturali”. Nella giornata di mercoledì 17 Delors ha poi incontrato 70 giovani pervenuti dai 25 paesi dell’Ue a Bruxelles, su invito del CdR, per un “Forum della gioventù”, spronandoli a una “maggiore attenzione verso la costruzione dell’Europa” e a un impegno politico nelle rispettive realtà di provenienza. Fra i temi affrontati dai giovani durante il Forum, le “identità regionali” e la “casa comune continentale”, la cittadinanza europea, i temi sociali e culturali che riguardano le nuove generazioni. “Sì” convinto e determinato alla Costituzione. Durante la sessione celebrativa dell’anniversario, il presidente del Comitato, il tedesco Peter Straub, ha reso noto un documento favorevole alla Costituzione Ue, invitando “gli Stati membri a procedere al più presto, con un sì massiccio e determinato, alla ratifica del testo”. “Si tratta ha spiegato Straub di un Trattato che segna un patto democratico con i cittadini”, basato sul principio di “unità nella diversità”, che valorizza le realtà periferiche dell’Europa “mediante la ripartizione delle competenze in ambito comunitario”. Ai lavori sono intervenuti numerosi responsabili politici locali. Fra di essi anche il rappresentante del land di Salisburgo (Austria), Franz Schausberger, e il rappresentante della città metropolitana di Londra, Lord Tope, estensori della presa di posizione sul Trattato costituzionale, i quali hanno spiegato che “è positivo il ruolo complessivamente affidato al CdR nel quadro istituzionale comunitario, potendo anche adire alla Corte di Giustizia in caso di violazione del principio di sussidiarietà”. Dal canto suo Kent Johansson, rappresentante svedese, si è detto soddisfatto dal “passo in avanti operato mediante la Costituzione per superare il deficit democratico dell’Ue”. L’esponente inglese Flo Clucas ha invece aggiunto che “si impegnerà per una campagna favorevole alla ratifica nel suo paese”, insistendo però “per lo svolgimento del referendum popolare”. Il sindaco di Atene, Dora Bakoyannis, ha precisato che “occorre proseguire per ulteriori decentramenti di poteri nel prossimo futuro”, sia a livello nazionale sia nell’Unione. Dieci settori di competenza per il CdR. Il Comitato delle regioni è “l’assemblea politica che dà voce agli enti locali e regionali nell’Unione europea”. Secondo i trattati, “la Commissione e il Consiglio sono tenuti a consultare il Comitato delle regioni ogni volta che vengono avanzate nuove proposte in settori che interessano la realtà locale e regionale”. I settori sono dieci: coesione economica e sociale, reti transeuropee, sanità pubblica, istruzione, cultura, politica occupazionale, politica sociale, ambiente, formazione professionale e trasporti.