tossicodipendenza" "
In Europa si registrano meno morti ma più infezioni da Hiv” “
Eroina in calo, consumi di cocaina in aumento, mentre la cannabis “sfonda” fra i teenagers. Si muore meno per la droga, ma aumentano i pericoli di infezione da Hiv. E la fascia di popolazione più a rischio continua a essere quella giovanile. Sono alcune delle conclusioni cui giunge la “Relazione annuale 2004 sul fenomeno della tossicodipendenza” nell’Unione dei Venticinque più la Norvegia, presentata giovedì 25 novembre a Bruxelles dall’Agenzia europea delle droghe di Lisbona (Oedt). IL LIVELLO DI VIGILANZA NON DEVE DIMINUIRE. “Registriamo segnali positivi, nel senso che alcune delle conseguenze peggiori del consumo di stupefacenti si stanno riducendo ha spiegato, GEORGES ESTIEVENART, direttore dell’Oedt -. Dopo molti anni di continuo aumento, l’andamento dei decessi dovuti all’uso di sostanze stupefacenti ha cominciato a segnare un declino. Il consumo di eroina si è stabilizzato in molti paesi e in alcuni dei nuovi Stati dell’Ue l’epidemia di Hiv tra consumatori sta rallentando. Nel contempo si stanno intensificando le misure per ridurre i danni provocati da queste sostanze. Secondo Estievenart si affaccia però la possibilità che “alcune di queste tendenze positive siano di breve durata”. UN FENOMENO IN FASE DI TRASFORMAZIONE. Nella Relazione si legge che “un sempre maggior numero di cittadini europei chiede di entrare in trattamento per problemi correlati al consumo di cocaina. Nei Paesi Bassi e in Spagna essa è ora la seconda sostanza stupefacente, dopo l’eroina, ad essere più frequentemente segnalata nei centri terapeutici specialistici, dove rappresenta rispettivamente oltre un terzo (35%) e un quarto (26%) di tutte le richieste di trattamento”. Nella maggior parte dei Paesi, l’intervento terapeutico viene richiesto per il consumo di cocaina in polvere piuttosto che per la cocaina crack “fumata”: in tal caso lievitano le preoccupazioni per il consumo di crack “in alcune città della Germania, della Spagna, della Francia, dei Paesi Bassi e del Regno Unito”. D’altro canto non è stato finora individuato alcun trattamento farmacologico “sostitutivo per il consumo di cocaina (diversamente dal consumo problematico di oppiacei), ma gli approcci terapeutici miranti a modificare i comportamenti sembrano dare risultati positivi”. GIOVANISSIMI A RISCHIO E PROBLEMA-DISCOTECHE. “Da alcune indagini condotte in alcuni Paesi dell’Unione si legge nel rapporto, costituito da 120 pagine fitte di dati, analisi, tendenze, risposte sociali e sanitarie adottate nei singoli Stati – emerge che una percentuale compresa tra l’1% d il 10% dei giovani europei (1534 anni) segnala di aver fatto uso di cocaina a un certo punto della vita, e circa la metà ne ha fatto uso recentemente”. Dalle indagini si evince che “il consumo recente di cocaina negli ultimi 12 mesi è alquanto aumentato tra i giovani di Danimarca, Germania, Spagna e Regno Unito, nonché localmente in Grecia, Irlanda, Italia ed Austria”. Il consumo recente riguarda nel complesso meno dell’1% di tutti gli adulti tra i 15 e i 64 anni, “mentre in Spagna e nel Regno Unito i valori sono superiori al 2% e si avvicinano al dato degli Stati Uniti”. Nelle aree urbane e in sottogruppi specifici (frequentatori di discoteche) “i livelli del consumo possono essere molto superiori”. GLI INTERVENTI NAZIONALI PER LA PREVENZIONE. Secondo gli esperti dell’Oedt “i decessi attribuiti alla sola cocaina restano rari in Europa, ma rischiano di aumentare”. Nel 1994 nei Paesi Bassi “venivano attribuiti alla cocaina solo due decessi, mentre nel 2001 questo dato era salito a 26”; nel Regno Unito i riferimenti alla cocaina sui certificati di morte sono sensibilmente aumentati tra il ’93 e il 2001. Nuove preoccupazioni riguardano il fatto che le sostanze utilizzate per “tagliare” la cocaina “possono comportare ulteriori rischi alla salute”, fra cui il cancro al fegato. La cannabis si conferma la droga illecita di consumo più comune nell’Ue, “con circa un adulto su cinque (20%) che l’ha provata almeno una volta nel corso della sua vita. La prevalenza della cannabis è generalmente massima tra i giovani”. Per l’Agenzia “circa il 5%20% dei giovani europei ha fatto uso di questa droga negli ultimi 12 mesi”. I dati resi noti dall’Oedt mostrano che l’ecstasy si va diffondendo con rapidità e “sta raggiungendo le anfetamine”. La Relazione 2004 si sofferma quindi sulle problematiche legate all’Aids, sulla disponibilità di droga nelle carceri, sul moltiplicarsi dei reati connessi allo spaccio. Non mancano valutazioni sui locali dedicati al consumo di stupefacenti (dove i consumatori assumono droghe in condizioni igieniche vigilate), presenti in 39 città di tre Paesi: Spagna, Germania e Paesi Bassi, oltre che in Svizzera.