Con grande commozione il dalai-lama, capo spirituale dei buddisti tibetani, è stato accolto lunedì 29 novembre all’aeroporto di Elista, capitale della Repubblica dei Colmacchi, a Nord del Daghestan sul Caspio. Il popolo calmucco è un popolo in maggioranza buddista, il più occidentale e l’unico in Europa. Solo pochi giorni prima, il ministero degli Esteri russo aveva concesso al dalai-lama l’autorizzazione ad entrare nel Paese, temendo di suscitare il malcontento di Pechino. D’altra parte, Mosca non poteva non rispondere alle migliaia di richieste che da tempo erano arrivate dalla popolazione della Calmucchia. Le autorità locali hanno spiegato che il leader tibetano non incontrerà nessun responsabile politico russo nel corso del suo soggiorno, ma solo autorità religiose, aggiungendo che queste sono le condizioni imposte da Mosca. All’arrivo in aeroporto il dalai-lama è stato accolto da una cinquantina di persone: lama buddisti vestiti con il tradizionale abito religioso arancione e bordeaux, donne in costume ed una trentina di giornalisti. “Saluto vostra Santità ha detto il capo spirituale dei buddisti calmucchi, interrompendo il suo discorso tra i singhiozzi in Calmucchia da dove manca da 12 anni. Vorrei domandargli perdono per i problemi che hanno caratterizzato questa visita. E neando che il “suo principale messaggio” è quello di “promuovere i valori umani”. Trovandosi in una terra dove convivono buddismo, ortodossia e islam, il leader tibetano ha sottolineato che le differenze religiose diffondo “lo stesso messaggio, un messaggio di amore, di compassione e di tolleranza”.