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La Comece auspica una nuova strategia familiare ” “” “
La famiglia, “caposaldo per la costruzione dell’Europa unita”, ma anche “crocevia di tutte le politiche comunitarie”, “pilastro della società moderna” che attende di “essere valorizzato sul piano educativo e sociale”. La Comece, Commissione degli episcopati della Comunità europea, rilancia queste parole d’ordine nell’ambito del percorso di integrazione continentale: posizioni già espresse con convinzione nel documento “Una strategia familiare per l’Unione europea” diffuso la scorsa primavera alla vigilia dell’allargamento. Dar vita a un vero e proprio “patto familiare”. Nel corso di una tavola rotonda promossa lunedì 29 novembre a Bruxelles dalla Comece, Johannes Fenz, austriaco, presidente di Fafce (Federazione associazioni familiari cattoliche in Europa), ha invitato le istituzioni comunitarie “a definire un vero patto familiare” quale criterio-guida delle politiche comuni in materia sociale, economica e culturale. “La famiglia ha denunciato Fenz è stata del tutto esclusa dalla Strategia di Lisbona”. Scelte concrete dalla parte di sposi e figli. “Abbiamo bisogno di politiche familiari – ha aggiunto il presidente di Fafce – benché la competenza in tale ambito sia degli Stati. Con il principio di sussidiarietà è possibile perseguire la meta principale: il sostegno alla cellula essenziale della società”. Occorre dunque studiare le trasformazioni che riguardano i rapporti familiari, “captare le speranze e i bisogni delle coppie, dei genitori, dei figli, per poi orientare meglio le risorse”. “Ad esempio molte giovani coppie vorrebbero avere dei figli, ma per realizzare questo desiderio hanno bisogno di uno stipendio, di una casa accogliente, di orari di lavoro flessibili. E, più in genere, di un sistema di leggi fatto per tutelare il matrimonio, l’educazione dei figli, la presenza di ammalati e anziani bisognosi di aiuto o di cure”. Dello stesso parere si è detta Marie Panayotopoulos-Cassiotou, greca, esperta di temi sociali, attuale membro del Parlamento europeo. “Attorno alla famiglia ruotano affetti, speranze, risorse, ma anche gravi problemi. Pensiamo a quanto resta da fare per la concreta parità tra uomo e donna, per la definizione di orari di lavoro favorevoli alla vita in casa, per affrontare i rapporti tra genitori e figli”. L’europarlamentare ha denunciato però “un atteggiamento talvolta ostile a chi vuol parlare, nelle sedi istituzionali, di lotta all’aborto o all’eutanasia”, aggiungendo: “Dovremmo favorire la libertà di quegli sposi che intendono realizzare una famiglia numerosa”. “I cristiani restino uniti e siano vigilanti”. In realtà l’Unione non ha competenze dirette sulla famiglia (“pianeta” che resta saldamente nelle mani dei Paesi aderenti), ma essa si propone di salvaguardare diritti e può agire su una vasta gamma di questioni che agiscono sulla vita dei singoli individui, i quali a loro volta compongono il nucleo: il lavoro, l’economia, l’immigrazione, l’istruzione, la salvaguardia della salute, la protezione dei consumatori, la tutela dell’ambiente. “Ciò che non può entrare dalla porta è stato detto durante il dibattito promosso dalla Comece entri almeno dalla finestra”. D’altro canto in un’Europa sempre più multiculturale e multireligiosa “non è semplice intendersi sullo stesso concetto di famiglia e sulla tutela della vita in ogni suo momento”: appaiono infatti all’orizzonte questioni delicatissime che “sollecitano la riflessione dei credenti e chiamano in causa le responsabilità della politica”, come le unioni di fatto e quelle omosessuali, le frontiere della ricerca e la bioetica. Fra i segnali negativi che si registrano in questo periodo, emerge poi l’imminente chiusura dell’Osservatorio europeo sulla società, la demografia e la famiglia, istituito presso l’Ue, le cui competenze si sperano possano essere almeno trasferite a un altro organismo comunitario. “I problemi sono complessi ed è vero che l’Ue non ha competenza diretta sulla famiglia ha concluso Adrianus Van Luyn, vescovo di Rotterdam e vicepresidente della Comece -: a maggior ragione ai cristiani sono richiesti vigilanza e unità d’azione in questo campo”.