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Come invertire la rotta?” “

Le proposte del Wwf a Bruxelles” “” “

La terra si riscalda e il clima sta cambiando, mettendo a rischio la salute degli uomini e l’ambiente che ci circonda. O si inverte la rotta oppure “milioni di esseri umani” saranno “minacciati dall’aumento del livello dei mari, dalla penuria di acqua dolce”, da future “condizioni metereologiche estreme e dal diffondersi di epidemie”. Stessa sorte toccherebbe alla natura, agli animali selvatici, alla vivibilità complessiva del pianeta. A lanciare l’allarme è un nuovo rapporto del Wwf, organizzazione internazionale che opera per la conservazione della natura. “Il cambiamento climatico minaccia gli uomini e la natura”. In particolare il World Wildlife Fund ha presentato martedì 30 novembre a Bruxelles un rapporto intitolato “Ranking Power” collegato a una campagna a favore della diffusione in tutto il mondo delle energie rinnovabili (eolica, solare, idraulica e con biomasse, ossia mediante la valorizzazione energetica delle materie organiche). Secondo gli ambientalisti, le grandi compagnie produttrici di energia sono poco sensibili alle fonti durevoli. Ben 72 società in tutto il mondo sono state analizzati dagli studiosi, “con risultati inquietanti”. Scarsissimi sarebbero infatti gli investimenti e le produzioni nel campo delle “energie pulite”, rinnovabili o relative alla cogenerazione con gas naturale. Mediante una serie di parametri tecnici “si è verificato che le compagnie di cui sono state analizzate le performances non sono assolutamente preparate a modificare profondamente le loro pratiche”. Per illuminare le città, per riscaldare le case, per far funzionare le fabbriche si utilizzano dunque, in modo quasi esclusivo, fonti altamente inquinanti, che agiscono sul surriscaldamento del pianeta. “In materia di emissione di gas a effetto serra, il settore energetico è il più inquinante, responsabile del 37% delle produzioni di CO2 tramite la combustione dei carburanti fossili”, spiega Jennifer Morgan statunitense, direttore del Programma sui cambiamenti climatici del Wwf. “Continuando così c’è il pericolo di scatenare una crisi mondiale”. Poco valorizzate le fonti di energia durevoli. Si contano sulle dita di una mano le società che appaiono – stando ai risultati del rapporto – sensibili a questi argomenti. Fra di esse, il Wwf cita la spagnola Iberdrola, il gruppo americano Fpl, l’inglese Scottish Power. “Bocciati”, invece, molti gruppi con sede in Usa, Giappone, Australia, ma anche in Irlanda, Svezia, Finlandia, Portogallo. Sui numerosi casi analizzati, le società del vecchio continente risultano complessivamente “meno insensibili” al problema: “Queste compagnie – spiega al SIR Stephan Singer, tedesco, capo del team europeo del Wwf – sono quelle che hanno un occhio rispetto ai ciechi, che sarebbero gli americani. In genere sono infatti più avanzate sotto il profilo delle energie durevoli, benché siano complessivamente impreparate ad affrontare trasformazioni produttive rispettose dell’ambiente e del clima”. Oltre all’analisi della situazione attuale e alla denuncia dei rischi che si prospettano, il Wwf avanza anche delle proposte, legate anzitutto alla valorizzazione delle fonti rinnovabili (acqua, vento, sole), ma anche al “miglioramento delle centrali elettriche”. “L’opinione pubblica ha un ruolo importante da svolgere – spiegano gli esperti del ‘Panda’ -, facendo crescere la domanda di energia verde”. Sotto tiro anche la proliferazione dei prodotti chimici. Per sensibilizzare i consumatori, oltre che i produttori e i politici, il Wwf lancia dunque una campagna intitolata “PowerSwitch!”, che in Europa prevede iniziative di sensibilizzazione in Austria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Con i suoi 5 milioni di iscritti in tutto il mondo, 3,6 milioni dei quali concentrati in Europa (anche se nei paesi ex comunisti il radicamento dell’associazione è molto limitata), il Wwf si sta muovendo anche in altre direzioni. Tra le campagne in corso spicca la “DeTox”, contro l’utilizzo dei prodotti chimici che, variamente impiegati nella vita quotidiana, nuocerebbero alla salute (un esempio: le pentole antiaderenti). Tale azione cammina parallela all’iter in corso nelle istituzioni Ue per una direttiva sugli stessi prodotti chimici. Le iniziative “PowerSwitch!” e “DeTox” sono sostenute sia dalle sedi nazionali del Wwf sia da quella centrale di Gland, in Svizzera. Allo stesso tempo la sede di Bruxelles è deputata a seguire da vicino gli sviluppo delle politiche comunitarie collegabili all’ambiente: fra le prossime “sfide” che attendono l’associazione, spiccano la riforma del regime europeo dello zucchero e la questione delle “quote” per la pesca. Molti i temi sempre presenti nelle azioni del Wwf: emergono la tutela nel breve e nel lungo periodo del patrimonio naturale, la sicurezza delle persone, la responsabilità dei settori produttivi e delle istituzioni politiche verso la salute dei cittadini.