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Chiese cristiane d’Europa” “e ambiente” “
Dal 6 al 17 dicembre 2004, si svolge a Buenos Aires la decima Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici (Cop 10). In vista di questa scadenza mondiale importante, il Wwf (World Wildlife Fund) ha pubblicato il 30 novembre scorso a Bruxelles un rapporto intitolato “Ranking Power” (vedi pag. seguente), in cui si afferma che “in materia di emissione di gas a effetto serra, il settore energetico è il più inquinante” e si denunciano le grandi compagnie produttrici di energia di essere poco sensibili al problema, perché privilegiano l’energia prodotta dalla combustione dei carburanti fossili (petrolio e carbone, soprattutto). Anche se in Europa c’è maggiore sensibilità al riguardo, le società energetiche europee non eccellono ancora nel campo delle energie durevoli. La posta in gioco è molto alta e si sa che un successo tanto auspicato della Conferenza di Buenos sarà soltanto il primo necessario passo per prevenire le catastrofi che sono da temere dal cambiamento climatico in atto. Cosa possono fare le Chiese e le religioni in un settore che sembra in primo luogo politico, scientifico, economico e tecnico? Esse non hanno una competenza specifica, però possono partire dal presupposto formulato così bene all’inizio della costituzione conciliare “Gaudium et spes” che “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”. Se il cambiamento climatico è un problema dovuto all’azione umana, come affermano studi seri internazionalmente riconosciuti, sebbene alcune fonti economicamente interessate propongano pareri miranti a dimostrare che si tratti di falsi allarmi, le Chiese dovranno prendere atto di questa situazione e trovare nella salvaguardia del creato un nuovo campo di azione. Non è quindi un caso che il nuovo “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” nei suoi 12 capitoli abbia dedicato tutto il capitolo decimo alla salvaguardia dell’ambiente, presentando in una ventina di pagine un ragionamento molto documentato. Al n. 470 si dice: “Il clima è un bene che va protetto e richiede che, nei loro comportamenti, i consumatori e gli operatori di attività industriali sviluppino un maggiore senso di responsabilità. …L’ambiente è uno dei quei beni che i meccanismi del mercato non sono in grado di difendere o di promuovere adeguatamente… Un’attenzione particolare dovrà essere riservata alle complesse problematiche riguardanti le risorse energetiche. Quelle non rinnovabili, alle quali attingono i Paesi altamente industrializzati e quelli di recente industrializzazione, devono essere poste al servizio di tutta l’umanità. In una prospettiva morale improntata all’equità e alla solidarietà intergenerazionale, si dovrà, altresì, continuare, tramite il contributo della comunità scientifica, a identificare nuove fonti energetiche, a sviluppare quelle alternative e a elevare i livelli di sicurezza dell’energia nucleare. L’utilizzo dell’energia, chiama in causa le responsabilità politiche degli Stati, della comunità internazionale e degli operatori economici; tali responsabilità dovranno essere illuminate e guidate dalla ricerca continua del bene comune universale.” Il compito della Chiesa, oltre a dare buon esempio nella gestione energetica dei propri immobili, rimane in primo luogo quello educativo e di sensibilizzazione delle coscienze. Karl Golser Teologo Scheda Il Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali europee) ha organizzato 6 incontri per i responsabili delle Conferenze episcopali per le questioni legate all’ambiente: Celje (Slovenia, 1999), Bad Honnef (Germania, 2000), Badin (Slovacchia, 2001), Venezia (Italia, 2002), Wroclaw (Polonia, 2003) e Namur (Belgio, 2004). L’iniziativa proseguirà anche nel 2005 grazie alla Rete ecumenica europea (Ecen), nata nel 1998, dopo la Seconda assemblea ecumenica di Graz del 1997, che ha convocato, a Basilea (Svizzera), dal 4 al 10 maggio 2005, i delegati delle conferenze episcopali all’incontro sul tema “Il Contributo dei cristiani per un’Europa sostenibile”.