In una lettera al presidente della Repubblica, Jacques Chirac, il presidente dei vescovi francesi, mons. Jean-Pierre Ricard, ha espresso “la preoccupazione della Chiesa cattolica” in merito al mancato rispetto di alcuni diritti umani fondamentali in Turchia. Nella lettera inviata alla vigilia della riunione del Consiglio d’Europa (16-17 dicembre) – mons. Ricard chiede al presidente Chirac che la Francia faccia tutta la sua parte per garantire, come premessa all’apertura di eventuali negoziati con la Turchia, il rispetto nel Paese della libertà religiosa e il riconoscimento, per le minoranze religiose, di uno statuto giuridico conforme alle convenzioni in vigore. Nella lettera, mons. Ricard ricorda che in Turchia certi diritti umani fondamentali, e in particolare la libertà religiosa, “non sono rispettati, nonostante le riforme intraprese” ed esprime rammarico nel constatare come l’apertura ad eventuali negoziati con il Paese non sia subordinata al “rispetto completo di tutti i diritti fondamentali, come le libertà di espressione o di associazione, lo statuto delle donne e la libertà religiosa, diritti che costituiscono “il solco della coesione dell’Unione Europea”. Rilanciata dalla Conferenza episcopale francese, la lettera di Ricard è accompagnata da una nota informativa di mons. Hippolyte Simon, arcivescovo di Clermont e vice-presidente della Comece (Commissione episcopati comunità europea). “La questione relativa alla adesione della Turchia precisa mons. Simon è una questione direttamente politica, nel senso più profondo del termine. Ci sembra dunque estremamente importante che le questioni propriamente religiose non siano strumentalizzate in questo dibattito”. Secondo il vescovo, è con questa lettura “politica” che deve essere affrontato il problema del rispetto libertà che è e rimane un “diritto civile”. “Essa aggiunge mons. Simon fa parte dei diritti fondamentali. È una garanzia giuridica, accordata dallo Stato a tutti i cittadini e a tutte le confessioni, nel rispetto dell’ordine pubblico”. “Ecco perché scrive mons. Simon la Comece chiede ai capi di Stato e di governo di fare attenzione perché lo Stato turco si impegni da subito a riconoscere uno statuto giuridico ufficiale alle minoranze religiose presenti nel paese”, in conformità alla “Carta dei diritti fondamentali adottata al Summit di Nizza nel 2000 ed entrata nel Trattato Costituzione in corso di ratifica”.