Polonia: ‘no’ alle raccomandazioni pro-aborto dell’Onu” “

“La promozione da parte dell’Onu del diritto di uccidere i bambini ancora non nati è un esempio vergognoso che disonora il pensiero umano”: lo ha detto il Presidente della Conferenza episcopale polacca, l’arcivescovo Józef Michalik, che ha commentato per la Kai (Agenzia cattolica d’informazione) le recenti raccomandazioni pro-aborto del Comitato per i diritti dell’uomo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, giudicate “un’ulteriore prova della crisi di questa organizzazione”. Secondo il presidente dei vescovi polacchi un pronunciamento di questo genere evidenzia “un sorprendente oscuramento delle coscienze e delle menti, proprio in un momento in cui l’Europa e una parte del mondo stanno vivendo seri problemi demografici”. L’arcivescovo ha invece affermato che “l’Onu dovrebbe lanciare appelli a favore delle madri che hanno bisogno di aiuto nel crescere i loro figli o nel metterli al mondo, piuttosto di invitare a creare condizioni più facili per ucciderli. Questo sarebbe senza dubbio un vero progresso per rendere il mondo più civile e umano. Invece l’Onu promuove il diritto di uccidere chi non è ancora nato”. Anche il Segretario generale della Conferenza episcopale polacca, mons. Piotr Libera, è intervenuto su questo argomento, affermando che “coniugare i diritti umani con il diritto di aborto significa distorcere la verità e tentare di manipolarla”. “Se si difendono i diritti della donna, – ha aggiunto – ci si deve domandare chi difenderà i diritti del bambino anche quello ancora non nato”. Inoltre ha sottolineato che gli atti delle conferenze internazionali di Pechino e del Cairo promosse dall’Onu non giustificano una tale interpretazione dei diritti umani.