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Un anno per la democrazia” “” “

Un intero anno dedicato ad “avvicinare le istituzioni nazionali ed europee ai cittadini” e per “rilanciare la democrazia partecipativa”. Con questo intento il Consiglio d’Europa ha proclamato il 2005 “Anno europeo della cittadinanza attraverso l’educazione”. L’annuncio proviene dalla sede del CdE (46 Stati membri, 800 milioni di abitanti) di Strasburgo. La decisione è stata resa nota dal presidente dell’Assemblea parlamentare Peter Schieder e dal segretario generale Terry Davis: “Questo Anno è stato ispirato da un trend che riscontrava disinteressamento tra i cittadini d’Europa, messo in evidenza dal debole tasso di partecipazione alle recenti elezioni e da una pessima opinione sulle personalità politiche e la politica in generale”. In particolare il 2005 “sarà incentrato sui bambini, i giovani e l’educazione permanente”, coinvolgendo scuole, università e luoghi di educazione e di aggregazione. L’iniziativa è stata presentata a Sofia, capitale della Bulgaria, il 13 e 14 dicembre, con una conferenza sul tema “Imparare e vivere la democrazia”, alla presenza di 150 partecipanti, “tra cui professionisti ed esperti nelle politiche educative, oltre a rappresentanti di Ong e di altre istituzioni internazionali”, che hanno condiviso le loro esperienze, adottando una Dichiarazione e un piano d’azione per il 2005 e prevedendo “attività a livello locale, nazionale e internazionale”. Nelle intenzioni dei promotori l’incontro “intendeva portare l’attenzione su quanto sia fondamentale l’istruzione, sia formale che informale, nel corso di tutta la vita, allo sviluppo della cittadinanza attiva, alla qualità della partecipazione in una società democratica e alla promozione di una cultura democratica”. Le conclusioni della conferenza “saranno sottoposte all’attenzione del Terzo vertice dei capi di Stato e di governo del Consiglio d’Europa”, che si svolgerà a Varsavia il 16-17 maggio 2005. Ma in seno al CdE è sempre vivo il dibattito su questi argomenti. La presidente della Commissione per le relazioni con le Ong internazionali, Anne Lise Oeschger, ha sollevato il tema del rispetto dello stato di diritto e dei diritti umani rivolgendosi la scorsa settimana al Comitato dei ministri. Sono infatti numerose le situazioni in cui tali capisaldi rischiano di essere aggirati; fra le altre, le situazioni dell’Ucraina, della Turchia, di Cipro, dei Balcani preoccupano non poco. Secondo la stessa Oeschger i valori di fondo cui si ispira da mezzo secolo il Consiglio d’Europa “sono più deboli”. In Europa, ad esempio, “i diritti sociali oggi sono molto indeboliti”. Si osserva, inoltre, “che la democrazia e i diritti dell’uomo possono essere rimessi in questione quando si sente parlare di ricerca di equilibrio fra la lotta al terrorismo e lo stato di diritto. Se i nostri valori fondamentali sono battuti in breccia dal terrorismo vuol dire che quest’ultimo ha vinto”. Viceversa, “solo facendo leva sui nostri principi si può vincere efficacemente il terrorismo internazionale”.