ecumenismo e dialogo " "

A Bruxelles Imam e Rabbini per la pace” “

Un centinaio di imam e rabbini a Bruxelles dal 3 al 6 gennaio 2005 per ribadire insieme che la pace e la riconciliazione sono il cuore stesso della loro religione. “Se i leader delle comunità ebraiche e musulmane – si legge in un corposo dossier sul congresso – riescono ad avere una posizione di unità nei confronti del mondo, questo permetterà ai loro popoli di immaginarsi un futuro diverso”. Il Congresso è promosso dalla Fondazione “Hommes de parole”, fondato cinque anni fa da Alain Michel per creare “spazi di dialogo” al servizio della pace. Lo scorso anno, per esempio, ha riunito a Caux, in Svizzera, una quarantina di personalità che svolgono un ruolo di primo piano nel conflitto israelo-palestinese. L’incontro si è concluso con la sottoscrizione di una Carta in cui i partecipanti si sono impegnati a costruire “oggi le fondamenta sulle quali le generazioni future potranno costruire un mondo di pace”. Con questo spirito, “Hommes de parole” promuove all’inizio del prossimo anno il Congresso degli Imam e dei Rabbini che ha già ottenuto l’alto patronato di Sua Maestà Mohammed VI, re di Marocco e di Sua Maestà Alberto II, re del Belgio. Tra i partecipanti, spiccano nomi autorevoli del mondo islamico ed ebraico mondiale, tra cui i francesi Dalil Boubakeur (rettore della moschea di Parigi) e il rabbino René-Samuel Sirat. Da Israele è confermata la partecipazione del Gran Rabbino David Rosen, presidente internazionale del World Conference Religions for peace mentre per i “Territori palestinesi” parteciperà Talal Sedir, rappresentante degli affari interreligiosi dell’Anp. Nel Comitato scientifico appare anche il nome di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, mentre tra le personalità presenti ci sarà anche Jean-Arnold de Clermont, presidente della Federazione delle Chiese protestanti francesi nonché della Conferenza delle Chiese cristiane d’Europa (Kek). Tutto il Congresso – dalle tavole rotonde alle conferenze – nasce dalla consapevolezza che “oggi la pace può essere raggiunta solo con il supporto della popolazione”. “Una pace sottoscritta solo dai governi – spiega Alain Michel – senza l’accordo delle popolazioni è una pace falsa, fredda, instabile, senza futuro. Ecco perché non sono solo i governi e i responsabili politici e militari ad avere la responsabilità della pace, ma sono prima di tutto i popoli”. Il Congresso – precisa il fondatore di “Hommes de parole” – non ha nessun obiettivo politico. Si svolge su un terreno “esclusivamente religioso” in cui i leader religiosi delle due comunità “si incontrano” per “costruire ponti tra gli uomini”. Alain Michel ricorda inoltre che all’incontro di Bruxelles saranno presenti almeno 15 personalità del mondo cristiano con il compito di svolgere un ruolo di mediazione: “Saranno contemporaneamente interpreti, esperti e testimoni”.