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Primi passi con cautela ” “

L’apertura dei negoziati con la Turchia. Lavoro con l’Europass ” “” “

L’ultima parola per l’apertura dei negoziati con la Turchia spetta al Consiglio dei capi di Stato e di Governo, riunito fino a venerdì 17 dicembre a Bruxelles. Ma i leader politici dei Venticinque non possono fare a meno di valutare con attenzione il parere positivo già espresso dalle altre due istituzioni comunitarie: la Commissione (che aveva detto “sì” all’inizio di ottobre) e il Parlamento, che si è pronunciato mercoledì 15 durante la sessione plenaria di Strasburgo. UN PERCORSO LUNGO, DAGLI ESITI NON SCONTATI. “Aprire subito i negoziati di adesione con la Turchia”, pur continuando “a vigilare sui progressi che questo Paese deve compiere sulla strada della democrazia, del rispetto dei diritti umani e delle minoranze”. Il Parlamento europeo, riunito nella città francese, ha così espresso il suo giudizio sul percorso di avvicinamento fra Unione europea e Turchia. I deputati si sono pronunciati a grande maggioranza (407 sì, 262 no, 29 astenuti), isolando le posizioni dei conservatori e degli euroscettici di vari Paesi. La risoluzione approvata non ha di per sé valore vincolante nei confronti del il Consiglio; chiara, invece, appare la posizione politica espressa dall’Assemblea, che rappresenta i 450 milioni di cittadini dell’Ue; un’indicazione che il vertice dei premier non può ignorare. Nel testo, redatto dall’europarlamentare olandese CAMIEL EURLINGS, si insiste sui problemi che Ankara dovrà superare circa il rispetto dello Stato di diritto, delle minoranze (fra cui quella curda), delle libertà personali e della libertà di culto. La risoluzione punta l’indice anche sulla situazione di Cipro, sulle torture che ancora avvengono in alcune carceri turche e sull’anomalo rapporto tra forze armate e democrazia parlamentare. “L’aula ha detto chiaramente che i negoziati devono cominciare senza ingiustificati ritardi – ha spiegato il presidente del Parlamento, lo spagnolo JOSEP BORRELL -. Sarà un percorso lungo, ma deve prendere avvio al più presto. I deputati hanno detto anche ‘no’ a un eventuale ‘piano B’, che prevedeva, in alternativa ai negoziati di adesione, un partenariato speciale con Ankara”. Naturalmente “i negoziati potranno essere interrotti qualora la Turchia non adempisse alle riforme richieste dall’Ue”. PROSEGUIRE SULLA STRADA DELLE RIFORME. Il summit di Bruxelles è stato preceduto da un intenso dibattito fra le istituzioni europee e da diverse prese di posizione di Ankara. Il premier turco RECEP TAYYP ERDOGAN ha fatto sapere a più riprese che il suo paese “non è interessato a proposte diverse dall’avvio dei negoziati”, che non “accetterà imposizioni sulla vicenda cipriota” e che, “in caso di nuovi ostacoli, farà a meno dell’Europa”, procedendo comunque sulla via della modernizzazione. Se anche il Consiglio dovesse dare il suo via libera, i negoziati richiederanno molti anni e non potranno concludersi – come ha indicato anche l’Europarlamento – prima della definizione delle prospettive finanziarie per il periodo dal 2014 in poi. L’emiciclo si è detto “compiaciuto” per “il processo di riforma politica della Turchia e dei cambiamenti costituzionali e legislativi entrati in vigore in questo Paese”, ritenendo però che “le autorità debbano applicare ulteriori riforme” per rispettare i criteri di Copenaghen, imposti dall’Ue ai Paesi candidati. EUROPASS, PER CERCARE E TROVARE LAVORO ALL’ESTERO. Il Parlamento, tenendo fede alla sua “doppia vocazione” di politico e di legislatore, ha affrontato diversi altri argomenti durante la seduta plenaria. I 732 deputati hanno infatti varato il bilancio Ue 2005, hanno discusso di vari temi di politica estera, hanno adottato una relazione della collega inglese JEAN DENISE LAMBERT per un regime comune in materia d’asilo. Senza trascurare altre decisioni su come combattere i pesticidi negli alimenti o per fronteggiare il crimine organizzato connesso con i furti di autoveicoli (ne vengono rubati un milione e duecentomila all’anno nell’Ue). Importante, infine, per gli immediati risvolti sulla vita di ogni giorno, la raccomandazione stesa dalla deputata tedesca LJUDMILA NOVAK, sullatrasparenza delle qualifiche e delle competenze professionali” che entrerà in vigore già il 1° gennaio 2005. Tale iniziativa, denominata Europass “è orientata alla creazione di una raccolta uniforme di documenti che consentano ai cittadini di illustrare in modo comprensibile, coerente e trasparente a livello internazionale le loro capacità, competenze e qualifiche quando presentano la propria candidatura per un lavoro nel proprio paese d’origine o all’estero”.