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Il 9 gennaio, nel duomo di Berlino si è svolta la funzione ecumenica di suffragio per le vittime dello tsunami nel Sud-est asiatico. “Siamo profondamente rattristati e stiamo a fianco di tutti coloro che hanno subito la grave perdita di un proprio caro”, ha affermato il card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca. “Vogliamo percorrere accanto a loro questo cammino della sofferenza e del profondo dolore. Ma non pensiamo solo all’aiuto a breve termine nell’emergenza, ma anche all’aiuto per il lavoro di ricostruzione e di sviluppo. Questo aiuto, a parte la preghiera, rappresenta l’unica possibilità per sfuggire alla disperazione”. Il vescovo evangelico Wolfgang Huber si è così espresso: “Nessuno ci può impedire la domanda del perché, che aveva formulato Gesù stesso: ‘Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?'”. Per via della portata della catastrofe, la nostra anima, la nostra fiducia, la nostra speranza, la nostra fede sono messe alla prova. Dio sembra nascosto dietro quest’onda. Per questo, ora vogliamo chiedere a Dio di rafforzarci, sostenerci e consolarci nella nostra fede, di darci coraggio e forza, per continuare ad aiutare”. Anche in Austria, il 5 gennaio, si è svolta nel duomo di Graz una funzione ecumenica presieduta dal vescovo diocesano della Stiria, mons. Egon Kapellari, che si è richiamato alla Bibbia e ai passi biblici in cui l’uomo si rivolge a Dio chiedendo il perché delle sciagure. “Ma la Bibbia riporta anche che il cielo dolorosamente chiuso, oscuro, si è sempre aperto nuovamente”. Durante la Messa per la festività dell’Epifania, nel duomo di S. Stefano a Vienna, il card. Christoph Schönborn ha invece parlato della sua visita ai luoghi della sciagura alcuni giorni prima e della commozione provata durante la celebrazione della Messa il 2 gennaio a Banda Aceh in Indonesia: “Si percepiva ciò che hanno vissuto gli orfani presso il presepe, una consolazione che può dare solo Colui che è sorgente di luce”.