trattato costituzionale" "

La ratifica al più presto ” “

Via libera dal Parlamento europeo ” “” “

Brani musicali, slogan, palloncini e striscioni con la scritta “sì” in varie lingue: una festa sobria, in stile “comunitario”, ha accolto a Strasburgo il via libera del Parlamento a una risoluzione che sostiene il Trattato costituzionale, raccomandandone agli Stati membri una rapida ratifica. Nei giorni scorsi l’Ue ha definito anche una strategia per gli aiuti umanitari al Sud Est asiatico e ha approvato il piano di lavoro della presidenza lussemburghese per il primo semestre del 2005. Sostegno alla Costituzione a nome dei cittadini. “Il risultato del voto non lascia dubbi sul sostegno del Parlamento alla nuova Costituzione. Questo è un momento storico per la democrazia e per il cammino verso l’Europa unita”. Un breve discorso del presidente dell’Assemblea di Strasburgo, lo spagnolo Josep Borrell, ha sottolineato l’esito favorevole della votazione di mercoledì 12 gennaio; è stata così approvata una risoluzione che accoglie il nuovo Trattato costituzionale quale fondamento “per proseguire senza remore il processo di integrazione”; il testo chiede agli Stati membri di ratificare al più presto il documento. Su 677 preferenze espresse, 500 sono stati i voti favorevoli alla risoluzione, 137 i contrari e 40 gli astenuti. Non sono mancate, fuori dall’emiciclo, le proteste dei deputati euroscettici, contrari alla Costituzione. Secondo il commissario per le relazioni istituzionali e la comunicazione, la svedese Margot Wallstrom, “i poteri, le competenze, i diritti e i doveri sono finalmente in un unico testo che sostituisce 12 precedenti Trattati”, facendo in modo che “l’Ue sia oggi più aperta e semplice da capire. Noi ora abbiamo più democrazia”. Aiuti umanitari sotto l’egida dell’Onu. Il presidente della Commissione, il portoghese Josè Manuel Durao Barroso, e il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn, hanno fatto il punto della situazione sugli interventi già decisi dall’Ue a favore delle popolazioni colpite dallo tsunami e chiarire le linee di intervento per la ricostruzione, “secondo un principio di solidarietà”, che “richiederà un lungo periodo di investimenti”. Dopo i primi interventi dell’ Echo, l’Ufficio per gli aiuti umanitari della Commissione, l’Ue e gli Stati membri “destineranno 1,5 miliardi di euro”. L’Ue ribadisce, anche con una presa di posizione del Pe, che il “coordinamento degli aiuti spetta all’Onu”; ma occorrono “ulteriori e rapide decisioni in materia di protezione civile” e uno studio “per allestire strumenti di prevenzione”. “Riformare il Patto, non stravolgerlo”. La presidenza lussemburghese ha fatto in settimana il suo esordio davanti al Parlamento presentando il programma di lavoro per il semestre di turno alla guida del Consiglio. I temi finanziari e la Strategia di Lisbona (economia più competitiva e coesione sociale) sono stati messi in primo piano dal premier Jean Claude Junker, che ha promesso un’attenzione prioritaria anche per l’avvio dei negoziati per le future adesioni all’Unione e per i temi di politica estera, fra cui la situazione irachena e i rapporti con gli Usa. Sul futuro della moneta unica, Junker ha avvertito che “il Patto di stabilità può essere riformato ma non stravolto” e che “i suoi criteri fondamentali (rapporto del 3% fra deficit e Pil e del 60% fra debito e Pil) devono restare invariati”. Il Patto “va reso più flessibile per rispondere alla difficile congiuntura economica – ha aggiunto Junker -, ma io dico no a chi cerca una flessibilità senza regole”. Junker ha infine deprecato “l’eccesso di burocrazia europea”, sostenendo che l’Ue deve essere “concreta, efficace” e deve “perseguire progetti realizzabili”, a favore dei cittadini. Mediatore: confermato il greco Diamandouros. “Garantire che i diritti dei cittadini europei siano rispettati a tutti i livelli dell’Unione” e “far conoscere ai cittadini stessi i loro diritti, mediante una rafforzata opera di informazione”. Sono queste le due principali sfide che intende affrontare il greco Nikiforos Diamandouros, Mediatore europeo confermato nel suo incarico dal Pe. Libro verde sull’immigrazione economica. La Commissione ha adottato un Libro verde sull’immigrazione “per motivi economici”, presentandolo l’11 gennaio al Pe. Il testo è stato illustrato dal commissario alla giustizia, libertà e sicurezza, l’italiano Franco Frattini, e dal commissario per l’occupazione e gli affari sociali, il ceco Vladimir Spidla. Il documento “fornirà la base per una discussione trasparente che coinvolga le istituzioni stesse, così come la società civile, le imprese e i sindacati, sulle regole comuni per disciplinare l’ingresso di immigrati, senza interferire con la responsabilità degli Stati di stabilire il numero di quelli da ammettere”.