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Tempo di responsabilità ” “

Anche i valichi alpini nelle preoccupazioni dei vescovi europei ” “” “

Lo sviluppo economico e sociale dell’Europa, i nuovi orientamenti in materia di sicurezza interna dell’Unione e diritto d’asilo e i problemi d’inquinamento dei valichi alpini sono alcuni dei temi affrontati nell’ultimo numero 2004 di “Europe infos”, mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e dell’Ufficio cattolico di informazione e iniziativa per l’Europa (Ocipe). Ne diamo di seguito una sintesi. UNA NUOVA DINAMICA PER L’EUROPA. “Gli obiettivi di Lisbona, così vitali per l’unione e la solidarietà, meritano il totale impegno della comunità cristiana e di coloro che hanno una responsabilità nell’ambito religioso”: è la conclusione dell’editoriale di NOËL TREANOR, segretario del Comece e direttore Ocipe. Tale conclusione nasce dal contenuto di due rapporti che Treanor pone all’attenzione dei lettori: “Accettare la sfida: la strategia di Lisbona per lo sviluppo e l’impiego”, del gruppo presieduto da Wim Kok, e “La dimensione culturale e spirituale dell’Europa”, presieduto da Krzysztof. Secondo quest’ultimo, “gli obiettivi di Lisbona sono spariti dalla coscienza pubblica” eppure le sfide della strategia di Lisbona, la promozione dell’economia ai fini della coesione sociale e dello sviluppo, “sono al cuore dell’avvenire dell’Europa”. Per Treanor, “i due rapporti sono complementari”; le riforme previste dalla strategia di Lisbona richiedono, come sottolineato nel primo rapporto, a fronte “dell’assenza di una azione politica determinante da parte dei governi degli Stati membri per raggiungere risultati decisivi”, “una classe politica che raccolga dagli elementi d’analisi etica e sociale, il consenso e l’energia necessari”. Importante sarà, come sottolineato nel rapporto di Krzysztof, la disponibilità delle confessioni religiose ad esercitare “il ruolo pubblico di forgiare una comunità”. SICUREZZA INTERNA E DIRITTI FONDAMENTALI. I capi di Stato e di governo europei hanno adottato, nello scorso novembre, il “Programma di La Haye per rafforzare la libertà, la sicurezza e la giustizia all’interno dell’Unione europea”. Secondo HENRIK LESAAR e ADRIANA OPROMOLLA, nel “programma si constata l’emergere di nuove priorità in materia di asilo e immigrazione, di lotta contro il terrorismo e il crimine organizzato, di cooperazione giudiziaria in materia civile e penale”. A proposito, in particolare, di politica di asilo e immigrazione, il programma “esige un approccio globale che tenga conto delle cause profonde delle migrazioni, delle procedure di entrata ed ammissione, delle politiche d’integrazione e dei dispositivi di ritorno” e prevede “una normativa comune del diritto d’asilo e un Ufficio europeo di sostegno, al fine di migliorare la cooperazione tra i servizi nazionali”. Il Consiglio d’Europa riconosce l’importante contributo economico dell’immigrazione legale di cui beneficia l’Unione europea e ha incaricato la Commissione di elaborare un piano strategico appropriato entro il 2005. “Le Chiese – ricordano gli autori dell’articolo – sono invitate ad accompagnare il processo di messa in opera del Programma di La Haye; esse avranno anche la possibilità di inserire alcune questioni nel dibattito politico intorno al Programma, quali l’equo trattamento dei rifugiati e degli immigrati, il contributo del dialogo interreligioso nella prevenzione del terrorismo e la tutela delle famiglie”. CIRCOLAZIONE DELLE MERCI E SALVAGUARDIA DEL CREATO. Una manifestazione promossa dal vescovo di Innsbruck, mons. Manfred Scheur e da quello di Bolzano-Bressanone, mons. Wilhelm Egger, con la partecipazione dei rappresentanti delle diocesi di Monaco-Freising e di Trento, ha affrontato nello scorso novembre la questione dell’inquinamento dei valichi alpini. “Ogni anno – racconta MICHAEL KUHN del Segretariato Comece – 180 milioni di tonnellate di merci attraversano le Alpi, di cui la metà attraverso uno dei 3 valichi alpini più frequentati: il traforo del Frejus (F-I), il san Gottardo (CH-I) e il Brennero (A-I). Il traffico sul transito alpino tocca una zona molto sensibile dal punto di vista ecologico e climatico e produce un inquinamento acustico elevato e costante oltre che un’alta concentrazione di sostanze inquinanti”. “Gli austriaci del Kufstein e del Brennero – commenta Kuhn – hanno la netta sensazione che la libera circolazione delle merci si realizzi a loro spese…”. Nell’incontro di Innbruck, l’argomento è stato affrontato sotto vari profili: politica dei trasporti, economia, ecologia, salute. Dal punto di vista teologico, “la Chiesa – è stato detto – sente la responsabilità della Creazione e degli esseri umani, specie i più sfavoriti. Un principio economico (la libera circolazione delle merci) rischia di concretizzarsi a spese di una minoranza (gli abitanti delle valli alpine). L’economia deve essere al servizio dell’uomo, di tutti gli uomini”. “I vescovi – conclude Kuhn – non vanno ad occupare le autostrade, ma i politici sono nondimeno avvisati che dovranno cercare il dialogo con loro”.