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Eucarestia e vocazioni: l’abbazia cistercense di Mount St. Bernard” “” “
Eucarestia: “la Chiesa vive di questo mistero. Ma la comunità cristiana è invitata, in questo Anno dell’Eucaristia, a prenderne più viva coscienza con una celebrazione più sentita, con una adorazione prolungata e fervente, con un maggiore impegno di fraternità e di servizio agli ultimi. L’Eucaristia è sorgente ed epifania di comunione. È principio e progetto di missione”. Su queste parole del Papa, pronunciate nel corso della celebrazione di apertura dell’Anno dell’Eucarestia, il 17 ottobre 2004, in Vaticano, l’abbazia cistercense di Mount St.Bernard, l’unica nel Regno Unito dove ci sono dieci monasteri benedettini, a pochi chilometri da Leicester e Nottingham, nel centro dell’Inghilterra, sembra aver modulato tutta la sua giornata. Con risultati sorprendenti, come riferisce la corrispondente Sir Silvia Guzzetti. UN PUNTO DI RIFERIMENTO. Eucarestia e adorazione. Per gli abitanti della zona, Mount St. Bernard’s Abbey è diventata ormai un punto di riferimento. Ma non solo. “Qui arrivano cattolici e non, credenti, atei e agnostici in cerca di qualcosa. Credo che il monastero sia un punto di riferimento stabile in un mondo in continuo cambiamento” dice l’abate padre Joseph Delargy, arrivato qui dal Sud dell’Inghilterra 19 anni fa quando aveva appena ventiquattro anni e che da tre e mezzo guida una comunità di trentotto monaci. Questo luogo vive da centosettanta anni e continuerà a vivere”. Per questo “la nostra guest house, la casa degli ospiti, è aperta a chiunque, credenti e non e chiunque può arrivarci e sentirsi a proprio agio, essere se stesso. Credo che questo senso di autenticità insieme alla ricerca di direzione spirituale e contemplazione sia uno dei bisogni più profondi degli uomini del nostro tempo”, continua l’abate. “Purtroppo la nostra capacità di garantire la direzione spirituale è limitata per il basso numero dei monaci. Ma qualcosa sta cambiando”. NUOVE VOCAZIONI. “L’adorazione, la preghiera e l’Eucarestia, al centro, ogni giorno, della nostra vita monastica che inizia alle 3.15 ogni mattina, stanno portando frutti – afferma padre Delargy – a Mount St. Bernard’s Abbey stanno crescendo nuove vocazioni. Sono in aumento da cinque anni e l’aspetto interessante è che un quarto di esse arriva dall’estero, in particolare dall’Europa, con Norvegia, Finlandia, Germania in prima fila ma anche dall’Asia, Malesia specialmente. A tutti gli aspiranti monaci chiediamo perché hanno pensato a noi invece che a un monastero del loro Paese. Ma se hanno una vocazione autentica li accettiamo perché siamo convinti che il Signore agisce con vie misteriose che non siamo in grado di capire”. Le nuove vocazioni hanno consentito ai monaci di ridare vita un settore che è sempre stato una parte importante della loro vita, l’agricoltura. “Ora et labora, prega e lavora, ci ricorda la regola benedettina che ha dato fondamenti anche all’Europa attuale. Stiamo pensando di produrre latte e burro e di venderli direttamente, insieme ad altri prodotti caseari, nel negozio del nostro monastero”. Ma non ci sono solo vocazioni religiose. “Tra le novità più importanti del monastero – aggiunge l’abate – vi è una associazione di laici, un gruppo di persone che sentono una vocazione a partecipare almeno in parte alla nostra vita. Si tratta di persone che ci hanno scritto per anni, finalmente siamo in grado di rispondere e abbiamo dato vita a questo gruppo di laici che si impegnano a vivere la dimensione di preghiera e contemplazione del monastero nella vita di tutti i giorni condividendo con la comunità monastica qualche weekend all’anno”. UN SANTO NIGERIANO PER L’INGHILTERRA. L’abbazia ha avuto anche il privilegio di accogliere colui che sarebbe diventato il primo santo nigeriano. “San Cipriano al quale il nostro monastero ha dedicato una cappella è il primo santo nigeriano”, racconta padre Delargy. “Aveva cinquant’anni quando è arrivato qui dopo una lunga esperienza in Nigeria dove aveva fondato scuole e parrocchie. Decise di lasciare tutto perché credeva nella vita contemplativa”. Il suo corpo è stato esumato e rimandato in Nigeria il 20 gennaio 1964. Il Papa l’ha reso santo il 22 marzo del 1998 in Nigeria. “Il nome di Cipriano risale al momento in cui è entrato a far parte della comunità cistercense. Ogni anno ad agosto nella scuola qui vicino a Grace Dieu celebriamo una Messa dedicata a lui alla quale partecipano centinaia di nigeriani. Ma anche i fedeli inglesi gli sono molto devoti. Stiamo pensando di pubblicare tutti i suoi sermoni. Si tende a considerarlo un santo per la Nigeria e l’Africa ma è un santo anche per l’Inghilterra”.