Il 21 gennaio scorso, giorno in cui la Chiesa ortodossa celebra S. Maksim confessore, il patriarca bulgaro Maksim che lo scorso mese di ottobre ha compiuto 90 anni – ha ricevuto dal patriarca russo Alessio II il “Premio internazionale per l’unità dei popoli ortodossi”. La cerimonia si è svolta nella cattedrale “Cristo Salvatore” a Mosca. Hanno ricevuto questo premio anche il patriarca serbo Pavle, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente bulgaro Parvanov. Nella conferenza stampa che ha preceduto la consegna del premio il patriarca russo Alessio II ha detto “Sono contento di accogliere uno dei più anziani patriarchi del mondo ortodosso”. Alessio II ha sottolineato anche il contributo personale del patriarca bulgaro Maksim nel superamento dello scisma che divideva la Chiesa ortodossa bulgara dal 1992. Il cosiddetto “sinodo” alternativo che si era formato accusava Maksim di aver collaborato con il regime comunista e rifiutava di accettarlo come capo della Chiesa. Dopo l’approvazione della nuova legge sui culti la Chiesa ortodossa bulgara ufficiale è entrata in possesso delle chiese del sinodo alternativo e tanti dei sacerdoti dell’altro sinodo sono tornati. Lo scisma nel mondo ortodosso è un problema non solo in Bulgaria, ma anche in Ucraina, dove invece rappresentanti del clero locale vorrebbero staccarsi dal patriarcato di Mosca ed essere autonomi sotto la guida dell’ex metropolita di Kiev Filareto. Simili voci si sentono anche in Macedonia dove ci sono disaccordi con la chiesa serba.