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Una bella idea?” “” “

A fine 2004 si è tenuto a Rotterdam un vertice di intellettuali organizzato dall’Istituto Nexus. La conferenza, intitolata: “L’Europa: una bella idea?” era la quinta di una serie lanciata dalla Presidenza nederlandese dell’Unione europea. Dallo scorso settembre, questo ciclo di conferenze ha visto la partecipazione di oltre 200 intellettuali provenienti dall’Europa e non solo. Il fine è quello di promuovere una riflessione sui valori che hanno costituito la base del progetto europeo e della sua identità. Questa iniziativa è il frutto di un dibattito all’interno dei Paesi Bassi avviato dal primo Ministro Jan Balkenende. Bisogna rendere onore al coraggio di cui quest’ultimo ha dato prova nell’allargare questo dibattito a livello europeo. La conferenza di Rotterdam faceva seguito ad altri dibattiti organizzati all’Aja, a Berlino, a Varsavia e a Washington. Intellettuali e uomini di stato hanno discusso al fine di individuare i valori che rappresentano l’anima del progetto europeo. Hanno parlato molto di libertà, di democrazia, dello stato di diritto, di diritti umani e di tolleranza in quanto valori europei fondamentali. Nel riconoscere questi valori, l’Unione europea si impegna anche a promuoverli. Hanno inoltre insistito sulla necessità di incoraggiare i cittadini europei a dar prova di lealtà di fierezza per quanto concerne le realizzazioni europee. Inoltre, il presidente Barroso ha affermato il primato della cultura sull’economia e ha incoraggiato a investire di più nella cultura e nell’educazione, considerando che si tratta di elementi-chiave del sistema di valori europeo. Questa proposta figurava tra le raccomandazioni prodotte dalle conferenze, sottoposte all’attenzione del primo Ministro Jan Balkenende e presentate al Consiglio europeo di dicembre. Nel momento in cui la nuova Commissione si trova ad affrontare questioni complesse come la Strategia di Lisbona, la revisione delle previsioni finanziarie per il periodo 2007-2013, le relazioni transatlantiche e quelle dell’Unione europea con i suoi vicini, in particolare l’Ucraina, è importante comprendere bene la nostra identità, i nostri valori e il modello di società a cui crediamo. Organizzare l’educazione di tutte le generazioni sul tema dell’Europa costituisce una condizione essenziale per un buon governo, se si vuole che i cittadini sostengano i loro leader politici tramite il loro impegno in campo sociale al fine di mantenere il modello europeo di società. La conferenza di Rotterdam costituiva un tentativo ambizioso di impostare un discorso essenziale sulla fonte e sulle finalità dell’identità europea. Le sue decisioni sarebbero state più ricche di contenuto se fossero stati compiuti degli sforzi per includere la voce dei teologi e dei pensatori religiosi nei ‘panel’. I prossimi turni di presidenza dell’Unione dovranno far leva sugli sforzi dei Paesi Bassi per abbordare i fondamenti del progetto europeo, far progredire il dibattito e promuoverlo in tutte le provincie degli Stati membri. Se è davvero così, occorrerà essere più attenti a integrare i rappresentanti delle religioni, e in particolare la componente cristiana della coscienza europea, in maniera da assicurare la durevolezza dell’Europa e, di fatto, la sua competitività.