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Dopo il documento su Maria, pubblicato nel 1999, il gruppo ecumenico di Dombes presenterà a breve un testo sulla questione dell’autorità, uno dei problemi più importanti per il processo di comunione tra le Chiese cattolica e protestanti. Il testo, dal titolo “Un solo maestro. L’autorità dottrinale nella Chiesa” è frutto di un lavoro durato 6 anni: oltre ad analizzare le divergenze, teologi protestanti e cattolici presenteranno anche una serie di proposte concrete che possono contribuire all’unità. A darne notizia è stato il quotidiano francese “La Croix” che dedica all’iniziativa un servizio. Il soggetto scelto questa volta dai teologi di Dombes non è affatto semplice. Si affronta anche la questione dell’infallibilità del Papa. “Con l’autorità spiega il padre gesuita Bernard Sesboué, membro del gruppo ecumenico ci troviamo ai piedi di un muro”. Gli studiosi hanno cercato di affrontare le differenze tra le due Chiese: da una parte la Chiesa cattolica, dalla struttura piramidale nella quale vescovi e soprattutto il Papa sembrano giocare un ruolo di quasi-monopolio. Dall’altra le Chiese della Riforma la cui autonomia conduce ad una dispersione dottrinale. Due Chiese, due modi diversi di concepire l’autorità. Eppure sottolinea padre Sesboué “sul fondo, protestanti e cattolici non sono poi così lontani. Entrambi riconoscono gli stessi poli di autorità”. Innanzitutto l’autorità dei testi: Scritture, confessione della fede, concili ecumenici. Ma anche i padri e i dottori della Chiesa, i teologi e i ministri. Esiste poi una certa “convergenza” anche nel modo di articolare l’autorità a livello “comunitario” (Popolo di Dio), collegiale (ministero) e personale (la coscienza). Se dunque le origini dell’autorità sono le stesse, nella pratica nascono profonde divergenze. “Per esempio spiega il gesuita a La Croix cattolici e protestanti sono concordi nel riconoscere nelle Scritture il loro riferimento fondamentale, ma sono distanti nel modo di leggerle. I primi danno grande valore al magistero; i secondi alla fede personale”. Su queste due concezioni pesano anche due diversi modi di concepire la salvezza e il magistero. Nel capitolo delle proposte, i teologi di Dombes chiedono ai protestanti di considerare la dimensione personale dell’autorità affermando che l’autorità non può essere unicamente collegiale. Viene criticata una valorizzazione troppo importante dell’individuo rispetto alla dimensione comunitaria. Le critiche non risparmiano la Chiesa cattolica alla quale il gruppo di Dombes chiede una interpretazione più attuale degli antichi testi dottrinali e una migliore “sinodalità”. Non convince neanche il regolamento del Sinodo dei vescovi che “è diventato oggi così rigido da non permettere un vero dibattito”. Infine c’è la richiesta di utilizzare l’infallibilità del Papa che in realtà è stata poco usata solo in casi eccezionali.