unione europea" "

Su diversi fronti ” “

Economia, relazioni internazionali, aiuti ai Paesi poveri, ” “riscoperta della propria storia ” “” “

La scorsa settimana la Commissione ha approvato le linee strategiche per il prossimo quinquennio e il programma per il 2005, illustrato durante la sessione parlamentare a Bruxelles. I vertici Ue hanno quindi presenziato ad Auschwitz alla commemorazione del 60° di liberazione del campo di sterminio nazista. Interventi europei anche a Davos, al World economic forum, e a Porto Alegre, per il Social forum, dove si è insistito sulla necessità di intraprendere azioni efficaci per debellare la fame, la povertà, le malattie e l’ignoranza nel mondo. P PER UNA UNIONE PIÙ VICINA AI CITTADINI. Prosperità, solidarietà e sicurezza. Sono queste le priorità per i prossimi anni illustrate dinanzi al Parlamento europeo dal presidente della Commissione JOSÉ MANUEL DURAO BARROSO, che costituiscono il programma di lavoro a partire dal 2005. Il capo dell’esecutivo ha annunciato un’azione ad ampio raggio, che dovrebbe coordinarsi con le altre due istituzioni dell’Unione: il Consiglio e il Parlamento. Il punto di partenza della strategia di Barroso è la risposta “alle aspettative dei cittadini europei”: per questo “s’intende operare per rilanciare l’economia, creando nuovi posti di lavoro e maggior benessere”. A tal fine la squadra dei commissari sta lavorando all’Agenda di Lisbona, che sarà uno dei punti forti del Consiglio europeo di fine marzo. Barroso insiste sulla necessità di “ricollegarsi ai cittadini” attraverso “l’entrata in vigore della Costituzione, la semplificazione delle leggi europee e la più ampia partecipazione civica al progetto di integrazione”. Tra i punti principali del programma, “il completamento del pacchetto sulle prospettive finanziarie e l’attuazione del Programma dell’Aia per far progredire lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia”. RIFLETTORI PUNTATI SULLA SITUAZIONE MEDIORIENTALE. Dal canto suo il Parlamento ha adottato la scorsa settimana una risoluzione sulla situazione in Medio Oriente con la quale chiede “di porre fine alle violenze e di rilanciare i negoziati per giungere a un accordo di pace senza condizioni preliminari, basato sull’esistenza di due Stati democratici sovrani, che vivano pacificamente l’uno accanto all’altro, con frontiere sicure e riconosciute”. Il documento si sofferma sulla positiva esperienza delle recenti elezioni presidenziali che hanno portato Abu Mazen alla guida dell’Anp. La risoluzione condanna “tutti gli attacchi terroristici e gli atti di violenza perpetrati da entrambe le parti”. Il Parlamento ribadisce la posizione contraria a ogni prova di forza, che “nuoce al processo di pace e alle condizioni della popolazione civile”. Alle autorità palestinesi arriva un forte richiamo “a promuovere lo Stato di diritto, l’indipendenza del potere giudiziario”. Per l’Assemblea, il governo israeliano deve invece “astenersi dalle rappresaglie, attuare il ritiro da Gaza, arrestare l’espansione degli insediamenti, interrompere la costruzione del muro”. La via indicata dal Parlamento Ue è quella del rilancio dei negoziati. Nella stessa seduta, il Parlamento ha approvato un documento che condanna l’Olocausto e ogni forma di revisionismo storico, indicando “la via della memoria” per evitare il riproporsi di guerre e tragedie come quella della Shoah. CDE: DIALOGO INTERCULTURALE E TRA LE RELIGIONI. Dal canto suo il Consiglio d’Europa ha ricordato l’Olocausto con una cerimonia a Strasburgo, dove si è svolta la riunione dell’Assemblea parlamentare (24-28 gennaio). Nella cittadina alsaziana è giunto fra gli ospiti il neo presidente dell’Ucraina, VICTOR YUScENKO, che ha ribadito la ferma volontà di portare il suo paese nel cuore dell’Europa, augurandosi “una futura adesione all’Ue”. L’Assemblea del CdE ha quindi provveduto a eleggere il suo presidente: la scelta è caduta su RENÉ VAN DER LINDEN, 61 anni, sposato, tre figli, membro del Partito cristiano democratico dei Paesi Bassi. Il mandato dura un anno ed è rinnovabile due volte. L’olandese succede al socialista austriaco Peter Schieder. Nel suo discorso inaugurale, ha sottolineato che le sue priorità saranno “il rafforzamento della cooperazione con altre organizzazioni internazionali, tra cui l’Ue e le Nazioni unite, la necessità di accrescere l’importanza dell’Assemblea agli occhi dei cittadini e la riuscita del terzo Vertice dei capi di Stato e di governo”, che si terrà a Varsavia il 16 e 17 maggio. Van der Linden ha messo anche in guardia “da possibili, nuove spaccature in Europa” e da ogni forma di “razzismo, xenofobia, antisemitismo e intolleranza”. Per queste ragioni “si dovrebbero utilizzare ancora meglio le risorse del Consiglio d’Europa quale sinedrio di dialogo interculturale e interreligioso”.