Belgio: i vescovi contro l’antisemitismo” “

Decorrono quest’anno, nel Giorno della memoria (27 gennaio), i 60 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, data simbolica decisa per ricordare che cosa ha rappresentato quel campo nei tre anni della sua esistenza. Una ricorrenza che i vescovi del Belgio hanno richiamato per diffondere nei giorni scorsi una Dichiarazione contro le nuove forme di antisemitismo, mettendo allo stesso tempo in guardia da quella che chiamano una nuova forma di crescente “fondamentalismo, terreno di coltura dell’odio per gli ebrei”, pur senza nominare espressamente il fondamentalismo islamico. Nella loro dichiarazione i vescovi esprimono solidarietà alla comunità ebraica del Paese e ai sopravvissuti del campo di concentramento e allo stesso tempo richiamano la dichiarazione “Nostra Aetate” del Concilio Vaticano II, che aveva condannato con decisione “tutte le forme di antisemitismo”. Nella documento i vescovi belgi dichiarano di rifiutare qualsiasi “relativizzazione” della Shoah, ricordando che il “carattere tragico e rappresentativo del genocidio degli ebrei europei durante la Seconda guerra mondiale non deve essere messo in forse” e concludendo che “come dimostra il genocidio degli ebrei, il meccanismo del genocidio continua in tanti altri posti nel mondo, fino al giorno d’oggi”.